Agrifood, la rivoluzione digitale ha fatto tappa a Perugia

Prende forma il progetto lanciato dal Team digitale per l'agrifood per creare un polo di innovazione e di digitalizzazione applicato al settore dell'agrifood

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La terza tappa del tour italiano del Team digitale per l'agrifood si è tenuta a Perugia

Partire dal territorio nazionale, con le sue sfide e le sue complessità, per aggregare sensibilità e competenze attorno a un settore vitale per l'economia italiana come l'agrifood. E' questo l'obiettivo del tour italiano del Team digitale per l'agrifood che ha concluso la terza tappa lo scorso venerdì 27 settembre a Perugia.

Con una proiezione demografica globale di 9,7 miliardi di persone entro il 2050 (la stima è delle Nazioni Unite), la produzione agricola dovrà aumentare di almeno il 70% rispetto ai livelli attuali per soddisfare i bisogni nutrizionali. Diventa perciò essenziale rivolgersi alle tecnologie di frontiera: dalla robotica ai droni, dall'intelligenza artificiale alle blockchain, passando per agricoltura di precisione, biotecnologie, security e intelligence ambientale. Oggi le aziende hanno accesso a molteplici strumenti in grado di aiutarle soddisfare le esigenze sia su scala globale che locale: occorre apprendere come utilizzarli nel modo migliore. L'automatizzazione, spesso associata al concetto di smart (intelligente), rende le aziende più efficienti e rende più sicuro il ciclo completo del prodotto in tutti i suoi comparti: dalla produzione alla trasformazione, alla filiera al marketing.

Le blockchain, ad esempio, permettono di presidiare tutti gli snodi della filiera produttiva e quindi di intervenire a mitigare problemi come le frodi alimentari. La struttura delle blockchain garantisce che ogni attore lungo la "catena del valore" alimentare generi e condivida in modo sicuro informazioni atte a creare un sistema responsabile e tracciabile.

Per quanto riguarda l'agricoltura di precisione, un recente rapporto di Grand View Research, Inc. prevede che entro il 2025 il mercato raggiungerà i 43,4 miliardi di dollari. I sensori remoti, i satelliti e gli Uav possono raccogliere informazioni 24 ore al giorno su un intero campo. Questi possono monitorare la salute delle piante, le condizioni del suolo, la temperatura, l'umidità, la presenza di parassiti, microclimi e molto altro.
L'idea è di consentire agli agricoltori di comprendere meglio la situazione sul terreno attraverso una tecnologia avanzata (come il telerilevamento) che può dire di più sulla loro situazione di quanto possano vedere ad occhio nudo. E non solo in modo più preciso, ma anche più veloce. I sensori remoti poi consentono agli algoritmi di interpretare l'ambiente di un campo come dati statistici che possono essere compresi e utili agli agricoltori per il processo decisionale.
 
Il gruppo dei relatori all'evento Team digitale per l'agrifood di Perugia 2019
Il gruppo dei relatori

L'incontro non si è rivolto soltanto alle aziende, ma anche ai consumatori, agli individui. Con le nuove tecnologie e l'automatizzazione dei processi si possono produrre, trasformare e consegnare i prodotti in modo tale da avere sempre freschezza e sostenibilità (ovvero meno spreco). Le pratiche di automatizzazione sono in grado di rendere il settore dell'agrifood ancora più competitivo, riducendo l'uso di agrofarmaci, fertilizzanti e allo stesso tempo ridurrebbe anche le emissioni di gas serra. Con l'aumento della produttività aumentano anche la resa e il tasso di produzione, riducendo i costi per i consumatori.

La digitalizzazione del settore agrifood avrà ovviamente anche importanti ricadute sociali: tenendo presente che oggi le persone che soffrono ancora la fame sono 820 milioni, l'11% della popolazione mondiale.
Ma è importante ribadire che l'uomo non verrà mai messo da parte. La centralità dell'elemento umano, nella produzione come nel consumo del cibo, resta la chiave di volta di un'esperienza insostituibile di cultura e di vita.

Moderata dall'avvocato Paolo Spacchetti, la conferenza ha visto gli interventi di Roberto Reale di Aidr, William Nonnis Full stack & blockchain developer del ministero della Difesa, Pietro Azzara presidente di Italia4Blockchain, nonché il mondo accademico con Luca Grilli docente di Sicurezza informatica, dipartimento di Ingegneria, Angelo Frascarelli docente di Economia e politica agraria dell'Università di Perugia e Marco Santarelli direttore scientifico ReS On Network Londra, Fondazione Margherita Hack e capo dipartimento Scienze dell'uomo e sociali e responsabile laboratorio IC2 Lab - Poliarte di Ancona, Fulvio Sarzana di Sant'Ippolito avvocato e docente di Diritto dell'amministrazione digitale, oltre a David Jose Ramirez Marketing & wine specialist, a Simona Riccio Agrifood & organic specialist, a Simone Stricelli creative director della Kaos Communication, ad Alessandra Lombardi avvocato Studio legale Spacchetti, a Francesco Paolo Russo di Ciù Ciù Tenimenti Bartolomei - Marketing Innovation.

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