Campania, l'agroalimentare tra Brexit e nuovi canali commerciali

La mancata ratifica dell'accordo sul divorzio tra Unione europea e Regno unito rischia, secondo Cia, di mettere in un cono d'ombra le produzioni regionali esportate oltremanica, che pesano per il 12,5% sulla formazione del valore aggiunto dell'agroalimentare

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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L'accordo Coldiretti - Sire
Fonte foto: © Coldiretti Campania

Una delle questioni più sentite dal mondo agricolo del Mezzogiorno è quella della ricerca di sempre nuovi sbocchi di mercato per le sue produzioni, sempre più di qualità e rivolte a segmenti di mercato sempre più ampi e diversificati.
A colpire anni di ricerca di nuovi mercati e di affinamento dei prodotti è la Brexit rimasta senza accordo, a causa della mancata ratifica da parte del parlamento di Westminster del testo d'intesa tra il governo di Londra e la Commissione Ue. E che lascia in mezzo al guado i prodotti di qualità, con una Gran Bretagna che non è più Stato membro della Ue e che si ritrova, senza un protocollo di uscita, nelle condizioni di un Paese terzo non equiparato: ovvero privo degli strumenti giuridici per il riconoscimento dei marchi Dop e Igp.

Tutto questo per tacer delle questioni di natura fiscale e doganale, che pure restano avvolte nel più totale vuoto normativo. Il problema è stato sollevato dalla Cia agricoltori italiani e colpisce particolarmente l'export dell'agroalimentare della Campania.
Nella stessa regione Coldiretti indica una nuova strada per la valorizzazione delle produzioni ortofrutticole: quella degli accordi con i giganti del catering, un'alternativa a Gdo ed export.

Una Brexit senza accordo colpirebbe duramente l'agricoltura campana. Secondo l'ufficio studi Cia - Confederazione italiana degli agricoltori le esportazioni alimentari della Campania verso il Regno Unito pesano per il 12,5% sulla formazione del valore aggiunto agroalimentare. Si tratterebbe della regione italiana più colpita da un'ipotesi di Brexit senza accordo, più del Veneto e del Piemonte, dove tale incidenza vale rispettivamente l'11% e il 7,4%.

"Chi ha responsabilità di intervenire - osserva Alessandro Mastrocinque, presidente di Cia Campania - lo faccia al più presto. Mentre la politica discute, ci sono migliaia di piccoli imprenditori che lavorano per garantire prodotti di alto livello in un mercato ormai unito, dove ognuno di noi gioca la sua partita. L'intesa raggiunta tra Europa e Regno Unito, dopo oltre due anni di trattative, fornisce importanti garanzie ai settori economici e alla società civile. Ora il comparto teme che il venir meno di tale accordo creerebbe una situazione di incertezza per imprese e cittadini, che rischia di assumere una dimensione ancora più allarmante in una fase di grande difficoltà sul fronte del commercio internazionale e della crescita economica, sia europea che nazionale".
Tra i prodotti a rischiare di entrare nel cono d'ombra della Brexit senza accordo ci sono la Mozzarella di bufala campana Dop e i vini Doc e Docg.

Allargando lo sguardo all'Italia, l'export di cibo e bevande made in Italy verso il Regno Unito vale più di 3,3 miliardi di euro, sottolinea l'ufficio studi Cia. Circa un quarto del totale dei prodotti italiani venduti Oltremanica (24% per un fatturato superiore a 810 milioni di euro) è rappresentato dal vino.


Coldiretti stringe un patto con Sire

Banqueting d'autore, ma valorizzando i prodotti agroalimentari da filiera agricola della Campania.
E' l'obiettivo dell'accordo firmato tra Coldiretti Campania e il gruppo Sire, azienda napoletana leader in Italia nei settori del catering, del banqueting e della ristorazione alberghiera, vincitore per due anni consecutivi del King of catering Bisol, gestore dell'area ristorativa di Padiglione Italia ad Expo 2015 presso il padiglione Italia e organizzatore di grandi ricevimenti internazionali come G20, Nato, Banca centrale europea e per importanti aziende italiane, tra cui il Calcio Napoli.

"Siamo da sempre impegnati in qualificati programmi di sicurezza alimentare e comunicazione scientifica – spiega Vincenzo Borrelli, patron di Sire – al fine di garantire ai nostri clienti un'altissima affidabilità in materia di scienza e tecnologie alimentari. Le certificazioni di qualità sull'impatto ambientale, nonché la certificazione Icea relativa alla ristorazione biologica, garantiscono una particolare attenzione all'ambiente in tutte le fasi di produzione e di servizio. Questo accordo va nella direzione di alzare il livello qualitativo della nostra offerta con un partner importante come Coldiretti".

"Per noi si tratta di un'occasione straordinaria – commenta Salvatore Loffreda, direttore di Coldiretti Campania – perché ci consente di mettere in relazione diretta il mondo della produzione agricola di qualità con un player prestigioso della gastronomia italiana. Il nostro compito è creare una comunicazione tra le esigenze qualitative del gruppo Sire e i nostri produttori agricoli, anche piccolissimi, come è nello spirito e negli obiettivi del progetto Campagna Amica. Oltre ai prodotti di eccellenza del territorio, la nostra organizzazione si impegna a trasferire conoscenza agli operatori, attraverso la collaborazione con Medeaterranea, l'accademia enogastronomica promossa da Sire all'interno della mostra d'Oltremare".

Partner della logistica sarà la cooperativa Terra Orti, associata a Uecoop e accreditata a Campagna Amica, rappresentata dal direttore Emilio Ferrara. La collaborazione con Sire, insieme ad altre case histories importanti, saranno presentate a Berlino in occasione di Fruit Logistica, la più grande fiera europea di settore, che si terrà dal 6 all'8 febbraio.

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