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Grano duro, i prezzi all'origine tornano a quota 230 euro alla tonnellata

A Foggia sotto stress anche il mercato all'ingrosso, che per il cereale pastificabile mette a segno ieri il quarto aumento di fila, portandosi a 233 euro alla tonnellata sui massimi. Intanto in Puglia i campi allagati rallentano le semine

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Il grano biologico all'ingrosso ha toccato ieri i 380 euro sui massimi
Fonte foto: © Teodora D - Fotolia

Il mercato del grano duro fino nazionale all’ingrosso in Puglia ai primi del mese di dicembre conferma ulteriormente l’orientamento al rialzo. Infatti, il cereale a Foggia ieri, 5 dicembre 2018, è aumentato di altri 3 euro a tonnellata. Si tratta del quarto incremento consecutivo dal 14 novembre: ha fatto lievitare il grano duro di 11 euro tra il valore registrato il 7 novembre e quello messo a segno ieri. E se lo stesso incremento di prezzo di 3 euro hanno subito anche tutti i grani duri slavati, il pastificabile coltivato in biologico per la terza volta dall’inizio delle quotazioni mette a segno un nuovo aumento di 5 euro la tonnellata, crescendo di ben 15 euro in tre sedute.

Intanto, la quarta settimana del mese di novembre vede il mercato pugliese all’origine perseverare ulteriormente nell’inseguimento delle quotazioni all’ingrosso, incrementando i valori di altri 5 euro alla tonnellata. In questa fase, sia il mercato all’ingrosso che quello all’origine su Foggia hanno valori superiori ad un anno fa, ed il differenziale di prezzo tra i due mercati si mostra in ulteriore diminuzione.

E sullo sfondo c’è un dato agronomico: nelle ultime settimane le piogge abbondanti al Sud hanno rallentato in molti areali di coltivazione le semine, che vengono sempre più rinviate verso metà-fine dicembre, col rischio di finire su gennaio, con aspettative di mercato al ribasso in termini di rendimenti per ettaro, il tutto in un contesto di diminuzione delle importazioni extracomunitarie.

Alla Borsa merci della Camera di commercio di Foggia i valori del grano duro fino nazionale all'ingrosso hanno raggiunto ieri – 5 dicembre 2018 – i 228,00 euro alla tonnellata sui minimi ed i 233,00 euro sui massimi, 6 euro in più di un anno fa, il 6 dicembre 2017.
Tali valori confermano la tendenza al rialzo che aveva fatto capolino già il 14 novembre, e che aveva interrotto la stabilità andata avanti per quattro sedute consecutive: dal 17 ottobre 2018 al 7 novembre scorso. Il mercato all’ingrosso registra così nelle ultime tre sedute un incremento complessivo di 11 euro/ton rispetto al 7 novembre.

Ismea il 28 novembre 2018 ha rilevato sulla piazza di Foggia i prezzi all'origine per il grano duro fino a 225,00 euro alla tonnellata sui minimi e 230,00 sui massimi, ben 10 euro in più di quel 215-220 registrato dall’Istituto il 14 novembre scorso, quando si interrompeva una fase di stabilità iniziata il 10 ottobre 2018 e protrattasi fino al 7 novembre scorso, da quando il cereale è in definitiva aumentato di ben 15 euro/tonnellata: quasi il 7% in più. I prezzi del 28 novembre scorso sono superiori di 10 euro alla tonnellata rispetto a quelli rilevati dall’Istituto un anno fa: il 29 novembre 2017. Tra il 14 ed il 28 novembre 2018 i prezzi all’origine sono quindi aumentati di ben 15 euro alla tonnellate rispetto alle quotazioni del 7 novembre. E diminuisce ancora il differenziale negativo tra i prezzi all'origine e quelli all'ingrosso, che si porta da 5 euro alla tonnellata a 3 euro.
             

Prezzi all'ingrosso

Il grano duro biologico, fissato per la prima volta alla Borsa merci di Foggia il 4 luglio 2018 a 360-365 euro alla tonnellata, valore replicato per ben diciassette sedute consecutive, punta nuovamente al rialzo e raggiunge ieri nella ventesima rilevazione dell’Osservatorio prezzi il valore di 375 euro sui minimi e 380 euro sui massimi, guadagnando 5 euro sulla settimana precedente e 15 euro sulla quotazione del 14 novembre, ultima della fase di stabilità iniziata ai primi di luglio.

A Foggia il grano duro fino nazionale all'ingrosso della nuova mietitura ha messo a segno ieri la ventunesima quotazione di stagione rilevata alla Borsa merci della Camera di commercio dall'Osservatorio prezzi: 228,00 euro a tonnellata sui valori minimi e 233,00 di prezzo massimo alle condizioni di "franco partenza luogo di stoccaggio" per il cereale in buone condizioni e con un contenuto proteico minimo del 12,5%. Si tratta di valori superiori di 3 euro rispetto al 28 novembre e maggiori di 11 euro sulle sedute del 7 novembre 2018 e del 31, 24, 17 e 10 ottobre scorsi, settimane nelle quali si era sempre replicata la medesima quotazione di 217-222.

La quotazione di ieri risulta superiore a quella del 23 maggio scorso di 28 euro alla tonnellata. Il prezzo di ieri risulta superiore a quello dello stesso periodo della passata campagna commerciale di 6 euro, poiché il 29 novembre 2017 il grano duro fino a Foggia risultò quotato a 222-227 euro alla tonnellata.

Le quotazioni dei grani duri slavati ieri sono tutte aumentate di 3 euro alla tonnellata rispetto alla seduta del 28 novembre, sia nei valori minimi che nei massimi. Il prodotto slavato da 77-78 chilogrammi ogni 100 litri di volume è stato fissato ieri a 216 euro sui minimi e 221 sui massimi. Stessa scena anche nella categoria dei grani duri slavati con peso litrico inferiore a quello del grano duro fino. Il grano duro tra 75 e 76 chilogrammi ogni 100 litri di volume pure risente del medesimo aumento e si attesta ieri a 206-211 euro. Il grano con meno di 75 chilogrammi per 100 litri di volume, si porta a 196 euro sui minimi, e 201 euro sui massimi. Su questa ultima quotazione del grano slavato minore di 75 chilogrammi ogn 100 litri va fatta una precisazione: il listino di ieri smentisce quello precedente della scorsa settimana, che erroneamente riportava una stabilità sui soli valori massimi a 195 euro, da leggersi invece come rialzo a 198 sulla settimana precedente. Per tanto, i 201 euro di questa settimana sono intesi come + 3 euro sulla quotazione ai massimi della scorsa settimana corretta.
 

Prezzi all'origine

Ismea ha rilevato il 28 novembre 2018 i prezzi del grano duro fino sulla piazza di Foggia alle condizioni di "franco magazzino-partenza" a 225 euro sui valori minimi e 230 euro sui massimi, in rialzo di 5 euro sulle rilevazioni del 21 novembre e con un incremento di 15 euro su quelle del 7 novembre e su quelle del 10, 17, 24 e 31 ottobre, che erano state pari a 210 – 215 euro/ton.

I prezzi del 28 novembre tornano così sui valori rilevati dallo stesso Istituto il 19 settembre, quando il grano duro fino si attestò a 225 – 230 euro, prima dell’inizio della fase di calo da 15 euro intervenuta tra quella data ed il successivo 10 ottobre.

I valori del 28 novembre scorso si rivelano in ogni caso maggiori di 25 euro a tonnellata rispetto al 20 giugno, quando i prezzi all'origine rilevati dall'istituto erano pari a 200,00 euro a tonnellata sui valori minimi e 205,00 sui massimi. Rispetto al 29 novembre 2017, quando Ismea rilevava su Foggia il cereale pastificabile a 215 – 220 euro a tonnellata, i prezzi del 28 novembre scorso risultano in crescita di 10 euro.

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Fonte: AgroNotizie

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Tag: cerealicoltura prezzi mercati semina

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