Amatrice, un protocollo per le aziende agricole

Coldiretti e l'amministrazione del comune simbolo del terremoto di due anni fa hanno definito le modalità per individuare soluzioni stabili per le aziende agricole che possono restare sul territorio e quali aziende hanno diritto di delocalizzare

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Amatrice nei giorni subito dopo il terremoto dell'agosto 2016
Fonte foto: leggifirenzepost-wikimedia

Si è tenuta nei giorni scorsi ad Amatrice una assemblea promossa dalla Coldiretti Lazio con gli agricoltori e allevatori della zona per individuare le modalità per dare stabilità alle aziende agricole del territorio, fortemente segnato dal sisma.

Una riunione a cui hanno partecipato il sindaco e l'assessore all'Agricoltura di Amatrice Filippo Palombini e Azelio Marsicola, e i rappresentanti locali dell'associazione di categoria, tra cui il presidente della Coldiretti Rieti Alan Risolo e il direttore Giuseppe Casu e il segretario di zona di Amatrice Damiano Cavallaro.

L'obiettivo dell'incontro è stato quello di definire le modalità operative per le aziende agricole, in seguito all'ordinanza del 5 ottobre del commissario straordinario del governo per la ricostruzione, per stabilizzare e rendere definitive le strutture produttive agricole e zootecniche.

E a questo scopo è stato elaborato un protocollo che permetterà di verificare sia i requisiti delle imprese che hanno diritto alla delocalizzazione sia le casistiche particolari.

Oltre a questo, il comune di Amatrice ha presentato un nuovo modello di stalla che ben si integra all'interno del modello paesaggistico del territorio.

Per Alan Risolo, presidente della Coldiretti Rieti, si tratta di un passo per gettare le basi concrete per un processo che vada oltre la ricostruzione fisica e strutturale e preveda anche un modello di sviluppo economico del territorio, fondamentale per una reale ripresa.

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