La meteorologia? Serve a tutti

Le applicazioni vanno dall'agricoltura alla sicurezza: ne hanno parlato gli operatori dei servizi meteorologici, i professionisti, le aziende del settore e i ricercatori alla quarta edizione del Festivalmeteorologia che è chiusa lo scorso 18 novembre a Rovereto

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Un momento della tavola rotonda sull'agrometeorologia
Fonte foto: © Codipra

"Il festival di Rovereto si conferma sempre più come il luogo d'incontro dei diversi soggetti che compongono la comunità della meteorologia italiana e di confronto con il variegato pubblico di utenti professionali, appassionati, studenti e famiglie. La meteorologia italiana sta vivendo una nuova primavera, ed è giusto farla conoscere. La città ha accolto con entusiasmo questa opportunità, ora dobbiamo andare avanti e crescere". Con queste parole il responsabile scientifico Dino Zardi ha commentato la quarta edizione del Festivalmeteorologia, conclusasi lo scorso 18 novembre a Rovereto (Tn).

"A chi serve la meteorologia?" su questa domanda si sono interrogati i partecipanti alle conferenze, agli incontri, alle tavole rotonde, ai laboratori e agli eventi culturali della tre giorni e la risposta è inequivocabile: la meteorologia serve a tutti, dalle aziende alle istituzioni, dai professionisti ai privati cittadini.

La tre giorni organizzata da Università di Trento, Comune di Rovereto, Trentino Sviluppo e Fondazione Museo Civico di Rovereto, vanta tra gli ospiti meteorologi, ricercatori, professori universitari e rappresentanti delle istituzioni che hanno illustrato le nuove frontiere delle scienze dell'atmosfera, gli effetti dei cambiamenti climatici in Italia e nel mondo e l'utilità della meteorologia in ogni ambito della società: dall'agricoltura al settore energetico, dai mari allo spazio, passando per le infrastrutture, la sicurezza, il turismo e la salute pubblica: sono tanti gli ambiti della vita di tutti i giorni in cui è fondamentale guardare il cielo con competenza.

Al Festival il capo dipartimento della Protezione civile Angelo Borrelli ha illustrato il progetto della nuova piattaforma It-Alert, allo studio del dipartimento, che sarà a supporto del sistema di allertamento per diverse tipologie di rischio, si affiancherà ai sistemi già implementati da Regioni e Comuni, si attiverà nell'imminenza dei pericoli e raggiungerà direttamente la popolazione esposta a rischio.

Sabato pomeriggio la sala conferenze del Polo tecnologico di Trentino Sviluppo ha ospitato la tavola rotonda "A chi sono utili le cose che accadono nel cielo?". Giocando con le parole che individuano le attività umane che hanno bisogno della meteorologia, sono state illustrate le diverse applicazioni nei vari settori.

Esperti del settore, consorzi, istituzioni, associazioni e aziende sul tema dell'agrometeorologia si sono confrontati domenica mattina sull'innovazione e la tecnologia al servizio dell'agricoltura. Tra gli interventi dei relatori anche quello di Manfred Pechlaner, Condifesa di Bolzano, che ha spiegato come i dati meteo siano fondamentali per il lavoro giornaliero dei condifesa, sia per fini assicurativi ma anche per sviluppare nuovi strumenti di tutela dell'agricoltura, come la polizza prati-pascoli nata dalla collaborazione con Codipra e con il supporto tecnico di Laimburg e della Fondazione E. Mach.

Guido Pizzolotto, Itas Mutua, ha poi spiegato: "Il danno da eventi atmosferici, spiega vale 300 milioni di euro all'anno in Italia e in continuo aumento, questo è un quadro abbastanza preoccupante. Le polizze agevolate che coprono i danni da eventi atmosferici attualmente sono costruite partendo dalle indicazioni che arrivano dall'Europa. Sono in fase di nascita nuove polizze per coprire anche le perdite di reddito delle aziende agricole. Sarebbe utile potere collegare la prevenzione alle polizze, anche per ridurne il costo". Albano Agabiti, presidente Asnacodi, ha sottolineato ogni volta che si attiva un processo di semplificazione va a finire che tutto il processo diventa più complesso, basti pensare cosa è successo nel 2015 con la nascita dei Piani di assicurazioni individuali. La sfida per il futuro è quello di avere un sistema di consorzi sempre più coeso da Nord a Sud Italia. Samuele Trestini, Università di Padova, ha concluso l'evento sottolineando come la deriva climatica non ci permetta di adagiarsi sugli allori basti pensare che i cambiamenti climatici hanno un effetto negativo sull'agricoltura in termini di resa, resilienza, creazione di valore. "Per questo è necessario sviluppare un modello di interdisciplinarità di tutte le competenze".

Nella sede di Rovereto dell'Università di Trento, si è svolta sempre domenica la sessione interamente dedicata alla formazione universitaria nel settore della meteorologia. Come ogni anno, inoltre, il Festival ha ospitato numerose iniziative dedicate alla didattica e all'educazione che hanno visto protagonisti i ragazzi delle scuole.

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