I Paesi extra Ue-28 nei primi cinque mesi del 2018 hanno perso un'importante quota nel mercato del grano duro in Italia. Da gennaio a maggio del 2018 l'import è crollato del 64%: totalizzando non più di 271mila tonnellate, contro le oltre 744mila dello stesso periodo nel 2017.
E' quanto emerge da un'analisi di Borsa merci telematica italiana sui dati dei flussi di grano duro verso l'Italia della Direzione generale agri della Commissione Ue.

Secondo le medesime fonti, in un anno commerciale (1 luglio 2017 – 2 maggio 2018) l'import complessivo di grano duro di Paesi extra Ue verso l'Italia è diminuito del 26%; il Paese invece che ha fortemente ridotto le esportazioni verso l'Italia (del -29%) è il Canada già a fine 2017 secondo l'Istat.
E un nuovo paese esportatore rafforza le proprie posizioni: il Kazakistan.


Le posizioni delle organizzazioni agricole

Eppure quest'anno i prezzi in Italia, nonostante la produzione più scarsa, continuano a tenersi bassi, con tentativi di attaccare l'unico vero argine alle anomalie del mercato: i contratti di filiera.
"Non si deve cadere in facili strumentalizzazioni proprio nel periodo della trebbiatura, anzi bisogna sfruttare al massimo lo strumento dei contratti di filiera che possono riportare in trasparenza i passaggi dal grano alla pasta, supportati oggi dall'etichettatura dell'origine obbligatoria del grano per la pasta" è l'appello lanciato in una recente nota di Coldiretti Puglia dal presidente della federazione regionale, Gianni Cantele.

Il dato di fondo è che non tutta la diminuzione dell'import extracomunitario è spiegabile dalla riduzione dei flussi di grano canadese, perché in parte bilanciata da nuovi arrivi da altri paesi: "Sempre più grano duro sta arrivando dal Kazakistan – sostiene il presidente di Cia Foggia Michele Ferrandino che sottolinea – la battaglia contro le importazioni di grano duro a danno delle produzioni nazionali è appena cominciata".


Cronistoria della riduzione dell'import di grano duro verso l'Italia

Ma ecco come si è evoluto l'import di grano duro in Italia.
Bmti, ancora l'11 ottobre 2017, riporta in una nota "L'analisi dei dati diffusi dalla Dg Agri della Commissione europea mostra che a settembre 2017 l'import italiano dai paesi extra Ue (Canada in primis) è stato pari ad oltre 250mila tonnellate, quasi il doppio rispetto allo scorso anno e ai massimi delle ultime annate".

Passano solo tre mesi e Bmti il 17 gennaio 2018 evidenzia in una nota le "Minori necessità da parte dell'industria che hanno trovato una conferma indiretta nel deciso rallentamento dell'import italiano di grano duro dai paesi extra Ue. A dicembre 2017 gli arrivi di grano duro extracomunitario nel nostro paese si sono infatti drasticamente ridotti (-88%), passando dalle 230mila tonnellate registrate a dicembre 2016 a 26mila tonnellate".

Il 13 febbraio 2018 Bmti ha invece confermato che: "L'attuale annata 2017 - 2018 si è invece caratterizzata sinora per un minor ricorso dell'Italia agli acquisti di grano duro da paesi extra Ue. Tra luglio 2017 e gennaio 2018 l'analisi dei dati della DG Agri della Commissione europea mostra che l'import è stato pari a circa 760mila tonnellate, in calo del 10% su base annua. Un risultato che si spiega con la drastica riduzione degli acquisti effettuati fuori dai confini comunitari (Canada in primis) osservata a dicembre (-88% su base annua) e gennaio (-87%)".

L'11 maggio scorso ancora Bmti sottolineava come "sul fronte del commercio estero si sia accentuata la tendenza alla riduzione dell'import italiano di grano duro dai paesi extra Ue-28, già osservata nei mesi scorsi. L'analisi svolta da Bmti sui dati della Dg Agricoltura della Commissione europea (aggiornati al 2 maggio) evidenzia che ad aprile gli arrivi di grano duro extracomunitario si sono dimezzati rispetto a dodici mesi prima, passando da 180mila a 85mila tonnellate (-52%). Finora, nell'attuale annata commerciale (1 luglio 2017 – 2 maggio 2018), l'import italiano proveniente da fuori i confini comunitari è diminuito del 26% rispetto all'annata precedente (da 1,3 milioni a 925mila tonnellate)".

Infine, Bmti il 13 giugno 2018 evidenziava: "Sul fronte del commercio estero, l'analisi svolta da Bmti sui dati della Commissione europea (aggiornati al 6 giugno) conferma in forte frenata l'import di grano duro proveniente dai paesi extra Ue-28. A maggio gli arrivi sono stati pari a 90mila tonnellate, il 30% in meno rispetto a dodici mesi prima. Ancor più marcato il calo dall'inizio del 2018: dal 1 gennaio al 31 maggio le importazioni sono scese del 64% rispetto allo stesso periodo del 2017 (da 744mila a 271mila tonnellate).