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Marche, comunicata la ripartizione dei fondi per il terremoto

La regione disporrà di 408 milioni di aiuti europei, di cui 160 dedicati all'agricoltura. Per le imprese impegnate nella ricostruzione sarà necessario il Durc di conformità

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Terremoto, le marche comunicano la ripartizione di 408 milioni di aiuti
Fonte foto: Coldiretti

Si sono tenute nei giorni scorsi le assemblee dei sindaci delle tre province marchigiane colpite dal sisma: Ascoli Piceno, Fermo e Macerata

Nel corso delle assemblee è stato comunicato l'ammontare dei fondi che l'Europa ha messo a disposizione della Regione Marche per un ammontare complessivo di 408 milioni di euro.

Di questi, 248 milioni sono di risorse aggiuntive di fondi per il sostegno alle imprese, turismo e mobilità sostenibile mentre 160 milioni in più per l'agricoltura.

Le Marche dedicheranno 100 milioni per il sostegno alle imprese attraverso la valorizzazione economica dell'innovazione, supporto alla realizzazione di progetti complessi di attività di ricerca e sviluppo, aiuti per investimenti in macchinari, impianti e beni intangibili, e accompagnamento di processi di riorganizzazione aziendale, diversificazione dei sistemi produttivi territoriali e miglioramento dell'accesso al credito.

Ai comuni andranno 50 milioni per la riduzione dei consumi energetici negli edifici e nelle strutture pubbliche, 11 milioni per la mobilità sostenibile nelle aree urbane, 8 milioni per la riduzione del rischio idrogeologico, 50 milioni per la riduzione del rischio sismico e oltre 20 milioni per il turismo e la promozione del territorio e attività collegate.

All'ordine del giorno anche la discussione sui 4 milioni di euro di donazioni degli sms solidali, fino ad ora non ancora assegnate, che il commissario straordinario attribuirà alle regioni e che le Marche destineranno a progetti dei comuni per gli spazi di socialità.

Durante la riunione gli assessori regionali intervenuti hanno spiegato l'ordinanza che riguarda la necessità del Durc di congruità per le imprese coinvolte nella ricostruzione.

Tali imprese dovranno essere in regola non solo con il Durc, documento che attesta che un'azienda sia in regola con i pagamenti dei contributi dei dipendenti, ma anche con il Durc di congruità che certifica che il numero dei lavoratori sia congruo per svolgere quella determinata attività.

Un provvedimento che, come hanno spiegato gli assessori, permette di combattere il lavoro nero, il caporalato e le infiltrazioni mafiose.

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