Periti agrari, il futuro della professione riparte dalla scuola

Coinvolgimento e collaborazione con Istituti ed Università, è questa una delle principali priorità del neo eletto Collegio dei Periti agrari

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Il nuovo Collegio dei Periti agrari si rivolge alle Scuole tecniche agrarie, agli Its e alle Università

Promuovere in accordo con il ministero dell'Istruzione e dell'università una revisione dei programmi didattici per affermare competenze che appartengono ai Periti agrari e Periti agrari laureati e che in questo paese ancora non vengono appieno riconosciute; rivedere modalità e forme d'iscrizione al Collegio coinvolgendo direttamente gli Istituti tecnici agrari, gli Istituti d'istruzione superiore, gli Istituti tecnici superiori, ministero dell'Istruzione e università.
E' questa una delle priorità del neo eletto Consiglio nazionale del Collegio dei periti agrari che si è presentato alla Camera dei deputati a Roma lo scorso 25 luglio.

Un obiettivo che sarà perseguito predisponendo convenzioni e protocolli che portino i Periti agrari e Periti agrari laureati nelle aule scolastiche e universitarie a presentare la categoria, l'ordinamento ed i suoi aspetti applicativi, le competenze professionali, anche inserendo nei programmi didattici ore di lezione specifiche. 

Il nuovo Collegio dei Periti agrari si rivolge alle Scuole tecniche agrarie, agli Its e alle Università. "Con loro stringeremo un patto - sottolinea Mario Braga, presidente del Collegio nazionale Periti agrari e Periti agrari laureati - un contratto di compartecipazione alla progettazione e realizzazione di processi di nuova professionalizzazione. Promuoveremo, sosterremo e comparteciperemo a costruire una 'buona scuola', in cui l'essere, il sapere ed il sapere fare, radicati nella nostra straordinaria storia, si coniugano armonicamente per offrire all'economia circolare dell'agricoltura, dell'agroalimentare e dell'ambiente intelligenze e professionisti e imprenditori eccellenti"

L'impegno che porterà avanti il Collegio sarà anche quello di instaurare e consolidare relazioni con il Parlamento e con i suoi organi, affinché la "legge" diventi il riferimento giuridico chiaro, trasparente ed etico.
"Promuoveremo la riforma del nostro ordinamento - aggiunge Braga -, che ormai denota l'usura del tempo e della storia. Le nostre azioni non dovranno cadere dal cielo ma saranno il frutto delle letture di domande consolidate dal tempo ed emerse dall'impegno dei nostri Collegi territoriali".

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