Coldiretti Sardegna occupa il porto di Olbia

In programma nella mattinata di domani, 27 luglio 2017. Obiettivo: chiedere un intervento straordinario, 40 milioni, al Governo e alla regione per salvare l'economia agropastorale dell'isola colpita da siccità e crisi di prezzo del latte ovino

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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La prima manifestazione della Coldiretti Sardegna di quest'anno, tenutasi a Cagliari lo scorso primo febbraio
Fonte foto: © Coldiretti Sardegna

Domani mattina, 27 luglio 2017, a partire dalle ore 6:00, la Coldiretti Sardegna occuperà il porto di Olbia in segno di protesta contro la Regione autonoma della Sardegna che, ad oggi, non ha messo mano a provvedimenti straordinari per sostenere il reddito dei pastori sardi colpiti duramente dal crollo del prezzo del latte ovino a 50 centesimi di euro al litro. Ed inoltre non ha in mente nulla per soccorrere allevatori e agricoltori colpiti dalla siccità.

La Coldiretti ha chiesto aiuto "a tutti" - anche al Movimento pastori e alle altre organizzazioni agricole - per occupare e bloccare tutti i porti dell'isola al fine di sensibilizzare il Governo di Roma su quella che ormai si profila come una vera e propria vertenza complessiva sull'agricoltura e la zootecnia della Sardegna.
 
L'obiettivo minimo è riuscire ad ottenere un primo provvedimento di aiuto prima che il Consiglio regionale vada in ferie, quindi prima del 2 agosto, data per la quale - secondo quando apprende oggi AgroNotizie - sarebbe prevista un'altra manifestazione, promossa dal Movimento pastori, volta all'occupazione del porto di Cagliari.
Servono, secondo la Coldiretti, non meno di 40 milioni di euro per fare fronte ai danni di siccità e crollo del prezzo del latte ovino.
 
"Noi chiediamo a tutti, nessuno escluso, di aiutarci a bloccare gli ingressi in Sardegna da tutti i porti dell'isola prima della fine di luglio, chiedendo i sostegni necessari immediatamente al Consiglio regionale" si legge nella nota della Coldiretti pervenuta nella serata di ieri, 25 luglio 2017.
 
"Coldiretti occuperà il porto di Olbia" continua il comunicato. "Chiediamo che insieme si possano occupare anche gli altri porti in modo da sensibilizzare la politica regionale rispetto alla propria responsabilità nei tempi necessari a far giungere al Governo nazionale la richiesta di fondi straordinari per la siccità da destinare alla Sardegna".
 
Già nei giorni scorsi l'organizzazione agricola aveva richiesto un intervento di almeno 40 milioni per soccorrere le aziende colpite dalla siccità, sostegni al reddito da erogare subito ai pastori e agli agricoltori. 

"I 14 milioni di euro pure stanziati dal Consiglio regionale in favore dei pastori colpiti dalla crisi del prezzo del latte ovino nello scorso aprile, sono ancora fermi nelle casse della Regione autonoma della Sardegna perché due milioni dovranno essere riappostati sull'asta per gli indigenti, e i restanti 12 milioni, con la siccità che ha prodotto già 120 milioni di euro di danni, sono pochi anche solo per i pastori" spiegano dalla Coldiretti regionale, da dove si spera di attivare almeno una prima tranche di aiuti prima di agosto, momento in cui il latte finisce e le aziende hanno solo costi.
 
Nella nota, con riferimento alla crisi di prezzo del Pecorino romano e al ruolo avuto dai caseifici industriali, che con il latte ovino produssero - nella scorsa campagna produttiva - troppo di questo formaggio senza rispettare i piani produttivi, determinando il crollo del prezzo del formaggio, la Coldiretti sottolinea: "Alla Regione Sardegna chiediamo poi di richiamare alla responsabilità chi è stato la reale causa della perdita nel mercato di 150 milioni di euro in un anno, generando maggiori costi pubblici per la Regione Sardegna di oltre 30 milioni di euro".
 
E' da oltre un anno che la Coldiretti ha denunciato cosa stava accadendo nel sistema latte ovino e chi - già da marzo 2016 - alimentava la "bufala" della sovrapproduzione di latte, seccamente smentita dai dati ufficiali.

Tra le iniziative dell'organizzazione agricola si ricordano:
  • maggio 2016, la manifestazione sulla superstrada di Nuoro;
  • settembre 2016, a Banari, il faccia a faccia con i fratelli Pinna;
  • ottobre 2016, l'uscita dall'Organismo interprofessionale latte ovino sardo perché era più urgente parlare di latte a 50 centesimi;
  • fine ottobre 2016, la Coldiretti denuncia la falsità dei dati produttivi "sparati" senza controllo;
  • febbraio 2017, prima manifestazione a Cagliari;
  • giugno 2017, manifestazione di Abbasanta.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: AgroNotizie

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Tag: latte prezzi formaggi proteste siccità aiuti diretti ovini zootecnia

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