E' stato approvato oggi il bilancio del consorzio cooperativo Conserve Italia. Tra i dati emersi nel corso dell'assemblea dei soci vi è il miglioramento della posizione economico-finanziaria, il leggero incremento del fatturato in Italia trainato dalle vendite all’estero (+3%) e maggiori investimenti in comunicazione sui principali marchi Cirio, Valfrutta e Yoga.

Il Gruppo Conserve Italia ha fatto registrare un grande miglioramento della posizione finanziaria netta, pari a 30 milioni di euro, che si sommano ai 38 milioni di euro del precedente esercizio e che consente di migliorare tutti gli indici di bilancio e di consolidare nel contempo l’indebitamento, con una quota di debito a medio/lungo termine che supera il 90%. L’Ebidta si attesta sui 63 milioni di euro e raggiunge l’8,9% sul fatturato, pur in assenza di proventi gestionali straordinari. Gli investimenti tecnici e di marketing ammontano complessivamente ad oltre 40 milioni di euro. Il risultato netto dell’esercizio si presenta in netto miglioramento, nonostante l’impatto della cessione del ramo frutta St Mamet della controllata Conserves France, che ha comportato anche una contrazione del fatturato di gruppo, attestatosi a quota 903 milioni di euro.

La crescita sui mercati internazionali è uno dei punti di forza della Capogruppo Conserve Italia, che ha fatto registrare incrementi interessanti proprio nelle vendite all’estero (+3%), oltre che nel canale horeca (+3%), e nel canale retail (+1,4%). Risultati che hanno in qualche modo compensato la contrazione delle vendite dei prodotti a marchio privato e che hanno portato a un leggero incremento del fatturato net-net (+0,2%). L’aumento del fatturato e il miglioramento del margine lordo di contribuzione hanno consentito di pervenire, anche grazie a una importante diminuzione dei costi finanziari e al contenimento dei costi strutturali, ad un risultato positivo di oltre 5 milioni di euro.

Maurizio Gardini, presidente di Conserve Italia, ha evidenziato come il bilancio vada a “migliorare ulteriormente la nostra situazione economico-finanziaria dopo i già positivi risultati dell’anno scorso che definimmo ‘il miglior bilancio della nostra storia’. Si tratta di un risultato che assume un’importanza ancora maggiore se si guarda all’andamento sostanzialmente negativo dei mercati sui quali operiamo, che restano in contrazione, specie per i succhi di frutta e, in misura minore, per i derivati del pomodoro”.

La soddisfazione e il vanto più grande – ha concluso il presidente – sono quelli di poter lavorare quotidianamente materia prima autenticamente italiana conferita dai nostri 14.000 soci, che quest’anno ha registrato una crescita rispetto allo scorso anno del 12%, attestandosi ad oltre 500.000 tonnellate tra frutta, pomodoro e orticole (legumi e mais dolce). Senza dimenticare il fatto che offriamo ai nostri soci produttori proposte alternative di colture, che riguardano ad esempio specifiche tipologie di frutta particolarmente adatte alla trasformazione in succhi o in conserve, o nuove opportunità nel comparto della coltivazione delle orticole da industria".

Il direttore generale Pier Paolo Rosetti ha le idee chiare sul futuro: "Vogliamo continuare ad investire sui nostri brand e proporre innovazioni di prodotto attente ai nuovi trend del largo consumo confezionato. In particolare punteremo ad una affermazione della marca Valfrutta che connoteremo come la 'natura bio di prima mano', sviluppando anche una serie di coltivazioni biologiche sui terreni dei nostri soci. Proseguiremo inoltre a rafforzare la nostra presenza all’estero. Attualmente siamo presenti in 73 paesi in tutto il mondo, l’ultima frontiera sono stati gli Stati Uniti, dove abbiamo poche settimane fa siglato un accordo distributivo per la vendita dei nostri prodotti nei punti vendita Walmart".
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Un momento dell'assemblea