Distretto agrumi Sicilia lancia Social Farming

A Palermo il 19 maggio presentato il progetto di formazione per giovani, donne e soggetti svantaggiati che ha tra gli obiettivi la crescita della filiera agrumicola e l'inclusione sociale

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

Questo articolo è stato pubblicato oltre 3 anni fa

Scopri tutte le notizie aggiornate sull'agricoltura, puoi trovarle con la ricerca articoli.

presentazione-social-farming19mag2016distretto-agrumi-sicilia.jpg

Presentazione di Social Farming ieri in conferenza stampa: Federico Quaranta, giornalista, Federica Argentati, presidente Distretto agrumi Sicilia, Nino Amadore, giornalista, Giuseppe Rallo per Arces e Vittorio Cino per Coca Cola
Fonte foto: © Distretto Agrumi di Sicilia

Formazione e coesione sociale, sostenibilità ambientale e innovazione per sostenere il comparto agrumicolo siciliano. E' questa l'anima del progetto "Social Farming, agricoltura sociale per la filiera agrumicola Sicilia", presentato ieri a Palermo e promosso dal Distretto agrumi di Sicilia, dell'Alta Scuola Arces con il contributo di The Coca-Cola Foundation. E' intervenuto, tra gli altri, l'assessore regionale all'Agricoltura, Antonello Cracolici, che ha annunciato la prossima presentazione all'Assemblea regionale Siciliana del testo di legge sull'agricoltura sociale.
 
Il progetto prenderà il via dal 26 maggio con una serie di seminari e workshop in diverse località della Sicilia. Social Farming si articola in quattro percorsi formativi di agricoltura sociale per la filiera agrumicola siciliana rivolti a giovani, donne, soggetti svantaggiati e immigrati al fine di creare professionalità specializzate nella gestione di imprese agricole multifunzionali (anche con riguardo all'accoglienza turistica e al turismo rurale), nella trasformazione dei prodotti agrumicoli a livello industriale o artigianale, nella manutenzione degli agrumeti sino alla creazione di cooperative che possano avviare queste attività in proprio o offrire servizi alla filiera.
 
Il progetto Social Farming, 240 ore di formazione destinata a circa 200 soggetti, per due edizioni di ogni percorso formativo, offrirà anche una piattaforma informatica per l'incontro tra domanda e offerta di lavoro, che permetterà agli imprenditori del settore di avvalersi delle professionalità formate. L'iscrizione ai corsi, gratuita, permetterà di apprendere a 360° la gestione di un nuovo modello di business sostenibile e innovativo nel comparto agrumicolo siciliano, che ancora oggi rappresenta il 51% della produzione italiana del settore.
 
“Il progetto Social Farming è un'iniziativa di agricoltura sociale e nasce dall'idea di unire le esigenze di personale specializzato del comparto agrumicolo a quelle della coesione sociale – ha spiegato Federica Argentati, presidente del Distretto agrumi di Sicilia - un'iniziativa che rientra a pieno titolo nelle finalità istituzionali del Distretto e che punta a rafforzare e consolidare il comparto creando impresa e manodopera specializzata coinvolgendo fasce sociali deboli, ma molto dinamiche: donne, giovani e soggetti svantaggiati, compresi i migranti. Soggetti che solo con una adeguata formazione possono avere un'opportunità: trovare occupazione, diventare piccoli imprenditori nei servizi connessi e nella filiera ed essere un elemento di stimolo alla crescita dell'intero comparto”.
 
Giuseppe Rallo, consigliere delegato di Arces, ha aggiunto: "Abbiamo aderito con entusiasmo al progetto Social Farming, che vede impegnata l'Alta Scuola di Arces, perché riteniamo il settore agroalimentare una fondamentale leva di sviluppo del nostro territorio, al pari del turismo e dei beni culturali, su cui applicare le nostre attività di formazione. In questi due ultimi ambiti, infatti, abbiamo già attivato due master, quello in Hospitality management, food and beverage, giunto ormai alla terza edizione e quello in Beni culturali. Questa nuova opportunità di offrire una formazione altamente qualificata nel settore dell'agroalimentare si intreccia e si aggiunge in modo del tutto naturale ai percorsi già attivi. Un ambito di sviluppo senza dubbio da coltivare".

Questi i quattro percorsi formativi previsti dal progetto Social Farming:
1) "Multifunzionalità dell'impresa agricola con approccio di turismo relazionale integrato": attività formative che verteranno su agricoltura e turismo, sino alla gastronomia: tradizioni culinarie siciliane legate agli agrumi.

2) "Conservazione e trasformazione degli agrumi e dei loro derivati": formazione di manodopera specializzata per la lavorazione degli agrumi nei magazzini di confezionamento e per i laboratori artigianali di trasformazione degli agrumi stessi, marmellate e succhi freschi, ma anche oli essenziali e distillati per l'industria cosmetica.

3) "Tecniche di coltivazione di un agrumeto": formazione di manodopera specializzata nella cura degli agrumeti, percorso formativo indirizzato in particolare ai giovani immigrati, approfondendo sul campo tecniche di potatura, irrigazione, concimazione e raccolta con l'obiettivo della qualità e della sostenibilità ambientale.

4)  "La cooperazione nella filiera agrumicola": accompagnamento alla costituzione di cooperative formate dai soggetti interessati dalla formazione, per la gestione di imprese agricole multifunzionali, per la gestione di attività di trasformazione degli agrumi per il mercato agroalimentare e per quello della medicina naturale e della cosmesi, per la fornitura di servizi di raccolta, potatura, concimazione e manutenzione degli agrumeti.

“The Coca-Cola Foundation ha scelto di credere nel valore e nel potenziale della Sicilia investendo in questo territorio e sostenendo un progetto del Distretto agrumi di Sicilia e di Arces per favorire lo sviluppo e l'emancipazione dei soggetti più deboli" ha dichiarato Vittorio Cino, direttore comunicazione e relazioni istituzionali Coca-Cola Italia, che ha sottolineato come "Coca-Cola, che in Sicilia acquista direttamente il succo d'arancia concentrato, vuole contribuire a creare professionalità sempre più capaci ed esperte anche con l'aiuto delle aziende dell'Isola”.

“Un plauso al progetto Social Farming e al Distretto agrumi di Sicilia e alla capacità di fare rete – ha affermato l'assessore regionale all'Agricoltura, Antonello Cracolici –. E' necessario che questo emerga anche nel Piano agrumi che l'assessorato all'Agricoltura, di concerto con la filiera, intende predisporre per dare alla stessa filiera agrumicola una strategia e una programmazione unica e condivisa che possa rendere il comparto davvero competitivo all'esterno del nostro territorio. Inoltre, abbiamo già pronto il testo sulla legge per l'agricoltura sociale e a breve lo porteremo in assemblea regionale”.

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 209.801 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner