Il nostro percorso alla scoperta dell'analisi dei costi di produzione prende oggi in esame un'altra pomacea di riferimento, il pero. Prendiamo come esempio un ettaro coltivato con la varietà “Abate Fetel” su Sydò, allevato a palmetta libera, con un'intensità di 2500 piante per ettaro. Stiamo considerando naturalmente un ettaro nel suo periodo di piena produzione, con costi standard riferiti come sempre all'annata agraria 2014.

Partendo dal dato della produzione media, abbiamo stimato un intervallo fra i 220 e i 340 quintali per ettaro.
Per questo prendiamo in considerazione come dato sulla produzione media una cifra intorno ai 280 quintali, facendo sempre distinzione fra imprenditore puro (astratto), imprenditore in economia e coltivatore diretto (gli esempi concreti). Per quanto riguarda l'imprenditore puro, che deve farsi carico di tutti i fattori produttivi, il costo medio standard per ettaro è di 17002,37 euro.

Il livello di costo medio standard per l'imprenditore in economia scende a 13816,83 euro per ettaro, mentre per il coltivatore diretto il costo di produzione medio è di 7714,98 euro. Ragionando per chilo di pere prodotto, per il puro il costo è di 61 centesimi, per l'imprenditore in economia è 49 centesimi e infine per il coltivatore diretto il costo medio di produzione al chilo si attesta a 28 centesimi.
Analizziamo ora la struttura dei costi per il coltivatore diretto proprietario, forma che interessa la maggior parte delle imprese agricole italiane. Fra i costi medi più rilevanti troviamo 1939,65 euro per le macchine, 1446,83 per i fitofarmaci e 1074,92 euro per l'assicurazione sulla grandine.
 

Occorre però dire che quest'ultima variabile è fortemente volatile, in quanto è influenzata dalle decisioni di politica agraria comunitaria e nazionale, in base ai contributi stanziati per la stessa. Seguono poi a ruota i costi per l'ammortamento dell'impianto (972,31 euro), gli ammortamenti e gli interessi per i macchinari (787,05 euro), l'irrigazione (726,50 euro), i fertilizzanti (329,70 euro) e gli interessi sul capitale (88,01). Viene infine fissata una voce per vari e imprevisti di 350 euro.

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