Basilicata, è legge la nuova normativa per l'olivicoltura

L'assessore regionale all'Agricoltura Luca Braia: "Dobbiamo puntare a sostenere la ricerca, la sperimentazione e la divulgazione"

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Oliveto, in Basilicata la nuova disciplina renderà più semplice la sostituzione di piante giovani malate e l'ampliamento della superficie investita
Fonte foto: © Enrico Rovelli - Fotolia

L’olivicoltura lucana sarà valorizzata e tutelata grazie alla nuova legge che sostituisce quella sino ad oggi vigente e che risaliva al 2002. Come annunciato qualche settimana fa, è stato approvato ieri sera dal Consiglio regionale di Basilicata il disegno di legge “Disciplina concernente la tutela e la promozione dell’olivicoltura regionale e norme per l’abbattimento e il taglio degli alberi di olivo”

Le nuove norme, che interessano oltre 32.000 aziende che operano su circa  27.000 ettari di territorio olivetato  - il 6% della Sau regionale lucana - sono contenute in un testo composto da 12 articoli, dove trovano spazio gli strumenti per inserire la Basilicata nel Piano olivicolo nazionale.
    
“L’importanza di favorire le produzioni di alta qualità- ha fatto presente ieri l’assessore regionale alle Politiche agricole e forestali, Luca Braia - insieme all’esigenza di semplificare le procedure per l’estirpazione degli olivi non secolari che ricadono in zone non vincolate (per i quali saranno varate apposite linee guida) e che si dimostrano essere improduttivi o gravemente danneggiati da organismi nocivi, trovano un compendio in questo provvedimento che ha visto impegnati gli Uffici dipartimentali e le competenti Commissioni consiliari”.

Braia inoltre sottolinea: ”Il testo è stato approvato a larghissima maggioranza, perché c’è stata un’ampia convergenza di tutti gli operatori del settore e delle associazioni di categoria e può essere considerato adeguato alle esigenze e alle aspettative del territorio rurale regionale e degli operatori del settore”. 

La legge prevede tra l’altro, la composizione di una Commissione tecnica permanente che vedrà coinvolti - oltre al Dipartimento Politiche agricole e forestali, anche il Dipartimento Ambiente, l’Alsia, l’Università di Basilicata ed i rappresentanti delle Organizzazioni dei produttori olivicoli lucani e dei titolari dei frantoi che in Basilicata sono oltre 140, con il principale compito di redigere il Programma triennale delle attività che dovrà necessariamente essere in linea con il Piano olivicolo nazionale, di recente approvazione, e contenere le azioni di tutela, valorizzazione e promozione del settore olivicolo lucano che oggi produce circa 31.500 tonnellate di olive e circa 6.000 tonnellate di olio.

Il testo di legge, inoltre, prevede una idonea difesa fitosanitaria che deve essere sostenibile, la conservazione degli ulivi secolari, l’ottenimento di marchi di qualità e di origine; la valorizzazione del germoplasma olivicolo regionale; la realizzazione di nuovi impianti di oliveti.

“Dobbiamo puntare a sostenere la ricerca, la sperimentazione e la divulgazione - ha aggiunto Braia- oltre ad una significativa aggregazione di produttori per dare luogo a utili filiere e formare nuovi addetti al comparto. A tal proposito l’auspicio è che l’approvazione di questa importante legge stimoli ulteriormente la realizzazione di quel consorzio unico regionale dei produttori ed il percorso teso all’ottenimento di un marchio unico collettivo di olio extravergine di oliva denominato “Lucano” per poi arrivare al riconoscimento del marchio Igt, condizioni che, se realizzate, porteranno significativi successi all’oro giallo di Basilicata”.

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