L'agricoltura frena l'inflazione

Secondo la Cia, la riduzione forte dei listini dell’ortofrutta, in particolare dei vegetali freschi (-6%), contribuisce a bilanciare gli aumenti di altre voci. Ma i consumi rimangono sottoterra

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Dai campi un grande aiuto al contenimento dei prezzi, ma i consumi degli italiani rimangono al palo
Fonte foto: © 06photo - Fotolia

Dall’agricoltura arriva un grande freno alla risalita dell’inflazione, che ad aprile torna a crescere dopo dieci mesi registrando +0,6 per cento.

In particolare i prezzi della verdura fresca, in flessione del 6 per cento tendenziale, contribuiscono a bilanciare voci come quelle relative ai trasporti e ai servizi ricettivi che, anche per effetto delle festività pasquali, aumentano rispettivamente del 2,8 e dell’1 per cento.

Lo afferma la Cia - Confederazione italiana agricoltori, in merito ai dati sui prezzi al consumo diffusi dall’Istat.

"Nonostante la forte riduzione dei listini ortofrutticoli e la stabilità dei prezzi alimentari in generale, che registrano uno 0,5 per cento in ulteriore rallentamento su base annua - osserva la Cia - le famiglie continuano a non comprare, con gli acquisti per la tavola ancora in territorio negativo (-1 per cento) ai livelli di trent’anni fa".

"Vuol dire che la domanda interna resta sempre debole e che, complice la lunga crisi, la stragrande maggioranza degli italiani - osserva la Cia - ha ormai fatto proprio uno stile d’acquisto improntato al risparmio e alla sobrietà".

La Cia riporta che il 77 per cento degli italiani fa economia e al supermercato fa incetta di prodotti a basso costo e in promozione: da inizio anno sono praticamente raddoppiati gli acquisti di alimentari in offerta speciale e il prezzo è diventato il fattore fondamentale nella scelta di cibo e bevande per il 58 per cento dei consumatori, come dimostrano l’aumento degli scontrini nei discount (+3 per cento) e le 6,5 milioni di famiglie che dichiarano di fare ormai regolarmente la spesa in questa tipologia di esercizio commerciale.

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