Renzi al Vinitaly: "Export e semplificazione le sfide del futuro"

Il primo presidente del Consiglio in visita al Salone veronese: "Vino e agroalimentare non sono un divertissement ma un pezzo di cultura”. E lancia l'hashtag #campolibero

Matteo Bernardelli di Matteo Bernardelli

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Matteo Renzi al Vinitaly
Fonte foto: Veronafiere - Foto Ennevi

La parola d’ordine è sburocratizzare. Anzi, “sforbiciare”. E l’agricoltura non è esente dall’intervento – chirurgico o col machete lo scopriremo oggi pomeriggio – annunciato dal premier Matteo Renzi, questa mattina in visita al 48° Vinitaly di Verona, salone internazionale dedicato ai vini e ai distillati.
Il presidente del consiglio Renzi ha annunciato il piano in 18 punti per la semplificazione in agricoltura e sostenere le imprese agricole e i giovani.

“Abbiamo creato un hashtag apposito, “#campolibero”, che sarà messo online nel pomeriggio sul sito del ministero delle Politiche agricole - ha detto Renzi -. Resterà online fino al 30 aprile per osservazioni ed entro il 15 maggio ci sarà un provvedimento di investimento forte sui due temi”.

La metà di maggio, dunque, rimane una scadenza cruciale per il mondo agricolo italiano, dal momento che il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, ha promesso che per quella data verrà chiusa anche la declinazione della Pac a livello nazionale. Una Pac che per l’Italia, ha ricordato Renzi, “vale 52 miliardi nel programmazione al 2020”.

“Primo presidente del consiglio a visitare Vinitaly”, come ha ricordato il presidente di Veronafiere, Ettore Riello, Renzi ha dettato l’agenda della crescita dell’export del vino e dell’agroalimentare per i prossimi sei anni. Il target è fissato al 2020.

“Oggi la quota di export del vino italiano è di 5 miliardi di euro – ha detto Renzi -. Nel giro di sei anni deve arrivare a 7,5 miliardi, il 50% in più di quanto non sia ora. Credo assolutamente che sia nelle potenzialità dei nostri imprenditori, gli spazi ci sono”.

Non solo vino nel mirino del premier, ma anche il settore agroalimentare. “Sempre con la stessa filosofia dobbiamo porci l’obiettivo di esportare dai 33 ai 50 miliardi nell’agroalimentare entro il 2020. Potremmo dire combattendo l’agropirateria, ma oggi mi limito a dire che ci sono degli spazi da riempire”.

Bisogna lavorare, insomma, anche perché “il punto centrale è che il vino e l’agroalimentare non sono un divertissement: sono un pezzo di cultura ma sono soprattutto un pezzo della nostra economia”.

Per Paolo De Castro, che a quanto si è appreso oggi non sarà candidato capolista per il Pd nel distretto Nord-Est, Renzi ha speso parole di apprezzamento. “De Castro – ha affermato Renzi – è una delle voci più autorevoli nel mondo in materia di Pac”.

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Fonte: Agronotizie

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Tag: vino vinitaly

Temi caldi: campolibero Vinitaly 2014

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