"Red Wine", arresti tra Piemonte e Lombardia

Truffa del vino - Operazione dei Nas di Milano coordinata dalla Procura della Repubblica di Vigevano: 3,5 milioni di bottiglie contraffatte per un giro d'affari di 10 milioni di euro

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Questo articolo è stato pubblicato oltre 7 anni fa

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Red Wine, operazione dei Nas di Milano contro la contraffazione
Fonte foto: © Minerva Studio - Fotolia

Vino: truffa da dieci milioni di euro, per un totale di 3,5 milioni di bottiglie adulterate, scoperta dai Carabinieri dei Nas di Milano tra Pavia, Bergamo e Novara.
L'operazione, denominata “Red wine”, è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Vigevano e ha portato all'arresto di dieci persone indagate a vario titolo per associazione a delinquere, finalizzata alla frode, adulterazione di vino Dop e Igt, ricettazione di prodotti enologici e evasione fiscale in Italia e in Inghilterra. 

"Tolleranza zero sulle truffe del vino che è diventato il prodotto simbolo del made in Italy nel mondo con un nuovo record di 9 miliardi (+5 per cento) di fatturato nel 2012 realizzato per oltre la metà all’estero dove è traino per l’agroalimentare e per gli altri settori dell’economia nazionale".
E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare positivamente l’operazione.
Una truffa che in un momento di crisi economica generale mette a rischio l’immagine di un settore "che ha assicurato opportunità di lavoro a 1 milione e 250 mila italiani (+ 3 per cento) impegnati direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse, di servizio e nell’indotto.

La contraffazione sottrae ogni anno più di un miliardo all’agroalimentare nazionale, di cui il 20 per cento “scippato” al mondo del vino. Un settore in costante crescita, in grado di muovere 4,7 miliardi di euro sui mercati esteri dove una bottiglia su cinque è “made in Italy”, afferma la Cia.
A finire nel mirino di falsi e tarocchi, infatti, sono sempre più spesso i prodotti di qualità regolamentata, come le Denominazioni di origine che dovrebbero offrire un’assoluta garanzia di sicurezza alimentare, criterio al primo posto nelle scelte di consumo per otto italiani su dieci.
   

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