'Nuove tecnologie per il Made in Italy'

Filiera alimentare, un decreto ministeriale agevola i programmi di innovazione industriale

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Claudio Scajola, Ministro dello Sviluppo economico

Il 2 settembre 2008 è stato emanato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto emanato dal Ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, riguardante 'Condizioni, criteri e modalità per la concessione di agevolazioni a favore di programmi di innovazione industriale «Nuove tecnologie per il Made in Italy»'. 

L'ambito d'intervento Made in Italy è articolato sul livello delle soluzioni tecnologiche e dei sistemi di filiera alimentare, della meccanica e della casa; gli obiettivi dei programmi devono essere il rinnovo e la capitalizzazione delle competenze distintive, la cooperazione produttiva, il presidio strategico dei mercati e devono comprendere uno o più temi temi progettuali relativi all'area prescelta.

I programmi devono:
• sviluppare una o più nuove tecnologie e/o integrare tecnologie esistenti in sistemi innovativi complessi e/o sviluppare modelli applicativi nuovi, in grado di modificare sostanzialmente i prodotti/processi e il loro contenuto di conoscenza e valore aggiunto, ovvero sviluppare l'applicazione in un contesto nuovo di una tecnologia esistente o di una sua evoluzione, in grado di determinare un significativo cambiamento dei prodotti/processi;
• modificare sensibilmente lo stato dell'arte tecnologico;
• realizzare un prototipo del prodotto e/o servizio innovativo che abbia validità industriale;
• essere proposti da un partenariato qualificato, che preveda la partecipazione significativa di imprese di piccola o media dimensione;
• prevedere modalità realizzative, finanziarie e gestionali, ed un programma di utilizzo dei risultati, che garantiscano il pieno conseguimento degli obiettivi prefissati.

Ciascun programma deve essere realizzato in forma congiunta da più soggetti, attraverso espliciti accordi di collaborazione, formalizzati mediante appositi contratti o la costituzione di consorzi e altre forme di associazione, anche temporanee, tra imprese. Ogni programma deve prevedere la presenza di almeno un organismo di ricerca che, attraverso la partecipazione diretta ai costi ovvero lo svolgimento di attività di ricerca contrattuale, svolga un ruolo qualificato e coerente con gli obiettivi del programma.

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