Carni bovine, Barbisan: "Ue in confusione sull'etichettatura facoltativa"

La richiesta del presidente del Consorzio Italia Zootecnica e Unicarve: "Intervenga il nostro ministero delle Politiche agricole per mettere un po’ di ordine"

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Fabiano Barbisan, presidente del Consorzio L’Italia Zootecnica e Unicarve

"Ci sarebbe da sbellicarsi dalle risate se l’argomento non fosse serio e riguardasse milioni di consumatori e migliaia di allevatori. Mi riferisco alla telenovela dell’etichettatura facoltativa delle carni bovine che verrà abrogata dal 13 dicembre 2014, con il Regolamento (Ue) n. 653/2014, pubblicato il 26/6/2014 sulla Gue, che modifica il regolamento (Ce) n. 1760/2000, per quanto riguarda l’identificazione elettronica dei bovini e l’etichettatura delle carni bovine, data di entrata in vigore del Regolamento 1169/2011, che riguarda l’etichettatura degli alimenti ma, udite udite, non quella delle carni bovine (perché c’era il Regolamento 1760/2000 che ha sempre ben funzionato). Il paradosso è che l’Europa dovrà emanare altre norme, per garantire che le informazioni in etichetta siano ''oggettive, verificabili e comprensibili ai consumatori". Lo ha detto Fabiano Barbisan, presidente del Consorzio Italia Zootecnica e Unicarve.

"La nostra battaglia condotta dal 2011 – ha detto Barbisan - anno di presentazione della proposta di abrogazione da parte della Commissione, ha portato al risultato che all’eliminazione degli articoli 16, 17 e 18 del Reg. 1760 è corrisposto un articolo del nuovo Regolamento, il 15 bis, che merita di essere riportato integralmente per rendere l’idea della confusione che regna in Europa:
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Articolo 15 bis. Le informazioni sugli alimenti diverse da quelle previste agli articoli 13, 14 e 15 che sono volontariamente aggiunte sulle etichette dagli operatori o dalle organizzazioni che commercializzano carni bovine sono oggettive, verificabili da parte delle autorità competenti e comprensibili per i consumatori. Tali informazioni sono conformi alla legislazione orizzontale in materia di etichettatura, e in particolare al regolamento (Ue) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio (*). Qualora gli operatori e le organizzazioni che commercializzano carni bovine non rispettino gli obblighi di cui al primo e al secondo comma, l’autorità competente applica sanzioni appropriate conformemente all’articolo 22. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all’articolo 22 ter riguardo alle definizioni e ai requisiti applicabili ai termini o alle categorie di termini che possono figurare sulle etichette delle carni bovine preconfezionate fresche e congelate'.

"L’etichettatura facoltativa delle carni bovine in Italia potrà, quindi - spiega Barbisan -, continuare a esistere e utilizzare i Disciplinari di etichettatura riconosciuti dal Mipaaf, aspettando gli 'atti delegati' della Commissione Ue, che arriveranno chissà quando. Altro che moneta unica, qui c’è bisogno di una buona dose di “intelligenza politica” perché è vergognoso assistere a fatti come questo che prendono in giro i consumatori e gli allevatori, facendo favori “all’industria dell’anonimato”. Confidiamo nel nostro ministero delle Politiche agricole che metta un po’ d’ordine in materia con un Decreto ministeriale, senza aspettare che il pensatoio di Bruxelles decida quali norme scrivere considerato che, come detto dal Premier Renzi, normano i centimetri degli ami da pesca e si dimenticano dei cadaveri che galleggiano alle porte dei confini dell’Europa".

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