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Fertilizzanti e nuovo regolamento Ue, accordo in vista

Biostimolanti e concimi organici i principali inserimenti

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Raggiunto l'accordo tra Commissione, Consiglio e Parlamento Europeo per la revisione dell'attuale regolamento sui fertilizzanti
Fonte foto: © Fotostar - Fotolia

A oltre due anni e mezzo dalla prima proposta della Commissione, la revisione del regolamento europeo sui fertilizzanti sta per vedere la luce. Commissione, Consiglio e Parlamento Ue hanno appena raggiunto un accordo di massima nel trilogo (incontro a tre in euroburocratese) tenutosi lo scorso 20 novembre a Bruxelles. La proposta dovrà essere ratificata dal Coreper (Comitato delle rappresentanze permanenti dei paesi membri) e dal Parlamento Ue in seduta plenaria prima di essere pubblicato sulla Gazzetta Ue. Il regolamento si applicherà in tutti i paesi della Ue a partire dal 2022.
Ecco le principali novità.
 

L’economia ora potrà circolare

La strategia Ue per lo sviluppo dell’economia circolare prevede che gli scarti di ogni processo produttivo non siano rifiuti da smaltire, ma materie prime per un altro processo produttivo, che a sua volta produrrà scarti che saranno materie prime per un altro tipo di produzione e così via, con l’obiettivo di minimizzare i rifiuti. L’inserimento dei concimi organici e organo-minerali nella normativa comunitaria consentirà di ampliare notevolmente il mercato di questo tipo di prodotti, che attualmente sono disciplinati a livello nazionale.
 

Finalmente i biostimolanti

L’inserimento dei biostimolanti nella normativa comunitaria sui fertilizzanti consentirà finalmente ai numerosi operatori del settore l’ampliamento del mercato potenziale e la disponibilità di regole armonizzate che orienteranno gli investimenti nella ricerca di prodotti sempre più efficaci e sicuri per l’uomo e l’ambiente. Finiranno finalmente i prodotti borderline che tanto male fanno al settore?
 

Più sicurezza per l’ambiente

Non poteva mancare mancare la nota ambientalista: il nuovo regolamento fisserà il contenuto massimo di cadmio nei concimi fosfatici a 60 mg/kg di P2O5, valore destinato a diminuire nel tempo, per consentire all’industria di mettere a punto procedure efficienti di bonifica dei minerali di partenza. Questo punto sembra sia stato oggetto di notevoli conflitti, in quanto evidentemente gli investimenti per abbattere il livello di cadmio nei concimi fosfatici sono notevoli. Nei concimi a base di microelementi saranno probabilmente previsti limiti anche per altri contaminanti, quali arsenico, piombo, mercurio e nickel. Sì, avete capito bene: nell’attuale regolamento sui fertilizzanti, il regolamento 2003/2003 non c’è alcuna traccia di limiti massimi per questi contaminanti, nemmeno per i concimi rameici...
 

Titoli minimi più bassi

L’abbassamento dei titoli minimi in elementi nutritivi dei fertilizzanti, prevista dall’accordo raggiunto nel trilogo ha suscitato qualche malumore tra i produttori di concimi minerali, ma ogni trattativa si conclude con un compromesso; si spera che questo non sia a scapito della qualità complessiva dei prodotti, come affermano alcune organizzazioni di settore.
 

Meno burocrazia

Per agevolare le medie e piccole imprese il regolamento promette iter più semplici per iscrivere un nuovo fertilizzante nell’elenco comunitario. Ovviamente la semplificazione giova a tutti, non solo alle piccole e medie imprese…
 

Approfondimenti per studiosi, addetti ai lavori o semplicemente curiosi


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