Cimice asiatica in Emilia-Romagna, al via i lanci di 22mila vespe samurai

Dopo i primi cento lanci il Servizio fitosanitario regionale è pronto per il secondo round. L'obiettivo: ristabilire l'equilibrio ecologico e controllare la cimice

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Il primo round di lanci è avvenuto ad inizio luglio 2021 e ha visto la liberazione di undicimila vespe samurai
Fonte foto: Fabrizio dell'Aquila - Servizio fitosanitario Regione Emilia-Romagna

Nemico confermato quindi per l'Halyomorpha. Ad un anno dall'immissione della vespa samurai sul territorio regionale è stato approvato dal ministero della Transizione ecologica (Mite) il nuovo piano nazionale di controllo biologico 2021 che interessa cinque regioni del Nord: Emilia-Romagna, Piemonte, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Veneto e le due provincie autonome di Trento e Bolzano.

Il Sistema fitosanitario Regione Emilia-Romagna non è stato colto impreparato e ha effettuato immediatamente i primi lanci.
La deposizione delle uova della cimice asiatica è caratterizzata da due picchi nel periodo estivo, uno a fine giugno e inizio luglio e l'altro a metà luglio. Per questo motivo il primo round di lanci è già avvenuto, ad inizio luglio, e ha visto la liberazione di metà degli imenotteri (undicimila) previsti. Verso la fine della prossima settimana è previsto il secondo picco di presenza di uova di cimice asiatica e avrà luogo la seconda fase dei lanci negli stessi siti.

In Emilia-Romagna, infatti, quest'anno erano previsti duecento nuovi lanci di 22mila vespe samurai. Due lanci per sito, per un totale di cento siti individuati nei corridoi ecologici (siepi, aree verdi, boschetti, ecc.) e così distribuiti: sei a Piacenza, sei a Parma, dodici a Reggio Emilia, 44 a Modena, trenta a Bologna, 34 a Ferrara, quaranta a Ravenna, 22 a Forlì-Cesena e sei a Rimini.

Il Trissolcus japonicus è un imenottero parassitoide oofago dell'Halyomorpha halys (cimice asiatica) parassita alieno di numerose colture ortofrutticole. In particolare, l'imenottero depone le sue uova all'interno di quelle della cimice impedendone la sopravvivenza. Lo scopo dei lanci è quello di aumentare la parassitizzazione per ottenere un riequilibrio ecologico della specie. I benefici saranno visibili nel prossimo futuro.

Lanci di vespa samura in Emilia-Romagna
Foto dei primi lanci di vespa samurai avvenuti in Emilia-Romagna
(Fonte foto: Massimo Bariselli, Servizio fitosanitario Regione Emilia-Romagna)


Com'è andata l'anno scorso?

Nel periodo fra giugno e luglio 2020 sono stati effettuati due lanci in trecento siti regionali individuati secondo criteri precisi, analizzando soprattutto le aree naturali in modo da garantire la sopravvivenza e la diffusione degli insetti utili.

I risultati principali riguardano le ovature parassitizzate (parzialmente o totalmente) pari all'8,1% di quelle raccolte. Queste salgono a 38,7% se si considerano anche tutti gli altri parassitoidi naturali presenti in campo.

Inoltre il rinnovo dei lanci è stato approvato anche in funzione della conferma sul campo dell'innocuità della vespa in primis per l'uomo, ma anche per l'ambiente: le specie diverse dalla cimice asiatica (non target) in coerenza con l'originario studio di analisi del rischio, non sono risultate minacciate dall'azione del parassitoide. Questo è un buon risultato ai fini di una corretta messa in atto della lotta biologica classica.

"I risultati che stiamo ottenendo sono davvero incoraggianti e il lavoro della vespa samurai sta già dando un contributo alla nostra frutticoltura - evidenzia l'assessore della Regione Emilia-Romagna all'Agricoltura, Alessio Mammi - Dopo la prima campagna di lanci l'insetto è stato infatti ritrovato in tutto il territorio regionale, seppure con percentuali variabili a seconda delle zone. E questo è un risultato molto importante in quanto l'obiettivo era proprio quello di verificare l'insediamento, in modo da iniziare quel processo di riequilibrio ecologico che darà respiro alla nostra frutta e di conseguenza all'intero comparto".

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