Cimice asiatica, continua il monitoraggio in Veneto

Riparte la nuova fase del progetto che oltre a pesco e kiwi interesserà anche melo e pero. Postazioni nelle zone a Nord Ovest e a Sud di Verona, con il coinvolgimento anche del territorio rodigino per un totale di 8.600 ettari

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Circa sessanta trappole a feromoni di aggregazione saranno collocate in diverse aziende agricole (Foto di archivio)
Fonte foto: © saratm - Adobe Stock

Dopo l'esperienza positiva dell'anno scorso relativa al rilevamento sperimentale delle presenze della cimice asiatica su frutteti a pesco e kiwi, si riparte con una nuova fase, ampliando il monitoraggio anche alle colture di melo e pero. E la ripartenza è su scala interprovinciale, con postazioni nelle zone a Nord Ovest e a Sud di Verona coinvolgendo anche il territorio rodigino per un totale di 8.600 ettari oggetto dello studio.

A renderlo noto è la Coldiretti Veneto, specificando che l'obiettivo dell'iniziativa è ottenere dati sulla distribuzione e sulla biologia dell'insetto killer al fine di intervenire nei momenti opportuni con trattamenti mirati e selettivi. E' infatti ormai appurato che, nella lotta alla cimice asiatica come per qualsiasi altro fitofago, questa buona pratica è di fondamentale importanza per poter impostare al meglio gli interventi di difesa e le corrette strategie di contenimento, per renderle efficaci e sostenibili in termini economici ed ambientali.

Circa sessanta trappole a feromoni di aggregazione saranno collocate in diverse aziende agricole per ottenere informazioni utili sul livello d'infestazione delle colture, individuare la presenza degli stadi di sviluppo della cimice asiatica sulle diverse parti della pianta, stimare in modo più corretto, che con i controlli visivi, la presenza dell'insetto. Inoltre, il progetto consente di quantificare le popolazioni che sono più numerose di anno in anno. Maggio e giugno sono i mesi cruciali per impostare una lotta agli stadi più vulnerabili della prima generazione (neanidi), che determineranno quale livello di popolazione si troverà nel frutteto nei mesi successivi.

"La fase sperimentale - precisa Daniele Salvagno, presidente della Coldiretti regionale - è stata un primo passo significativo per studiare il comportamento della cimice asiatica su alcune colture che abbiamo deciso di ampliare poiché l'insetto alieno, favorito dai cambiamenti climatici, rappresenta ormai una vera emergenza per il nostro sistema produttivo. La lotta alla cimice asiatica è particolarmente difficile perché è in grado di nutrirsi praticamente con tutto, si muove molto per invadere sempre nuovi territori da saccheggiare e risulta resistente anche ai trattamenti fitosanitari".
"Il via libera - conclude - alla vespa samurai, un insetto antagonista delle dimensioni di poco più di un millimetro, apre nuove prospettive anche se ci vorrà tempo prima di avere risultati significativi".

Il progetto è sviluppato e realizzato da Coldiretti Verona e Coldiretti Rovigo, Aipo - Associazione interregionale produttori olivicoli di Verona, Codive, Consorzio agrario del Nord-Est, con la gestione tecnica di Agrea centro studi e il supporto economico di Banco Bpm e Cattolica assicurazione, oltre alla collaborazione dei Mercati ortofrutticoli alla produzione di Bussolengo-Pescantina, Sommacampagna/Sona, Valeggio sul Mincio/Villafranca di Verona. Sono al vaglio nuove partnership con altre realtà private e pubbliche del territorio, come la collaborazione delle oltre venti amministrazioni comunali di Verona e Rovigo interessate alla coltivazione di melo e pero.

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