Assosementi: perdite produttive nel mais, l'unica soluzione è la protezione

I risultati di una sperimentazione scientifica interregionale chiedono la reintroduzione dei concianti neonicotinoidi

Questo articolo è stato pubblicato oltre 9 anni fa

Scopri tutte le notizie aggiornate sull'agricoltura, puoi trovarle con la ricerca articoli.

Mais_2_250.jpg

Assosementi: 'La coltura del mais è da tempo in grave sofferenza in Italia'

"Il rispetto di una corretta tecnica agronomica e l'impiego di tutti i mezzi di difesa da patogeni e parassiti sono il presupposto per il successo produttivo ed economico di qualsiasi coltura". Sono questi i presupposti su cui si basa l'importante sperimentazione scientifica interregionale coordinata dall'Unità di ricerca per la maiscoltura di Bergamo del Cra.

Condotta in 65 località distribuite tra Lombardia, Piemonte e Veneto, ha evidenziato una maggiore produzione media di circa 6 q/ha di granella a favore delle tesi conciate con uno dei prodotti insetticidi oggetto di sospensione dalle semine 2009, rispetto alle tesi non conciate: una ulteriore conferma della validità di questi presupposti. Lo ha sottolineato Assosementi, attraverso il proprio presidente Paolo Marchesini, intervenendo alla 'Giornata del mais' organizzata oggi 24 gennaio 2011 a Bergamo dal Cra in collaborazione con la Regione Lombardia.

"La coltura del mais è da tempo in grave sofferenza in Italia, tanto che dal 1994 ad oggi ha perso ben 450mila ettari, poco meno di un terzo della superficie coltivata - ha ricordato Marchesini - Andamenti stagionali non del tutto favorevoli, i prezzi di mercato bassi, i vincoli nelle rotazioni colturali ed infine una progressiva erosione delle rese, sono le principali cause della disaffezione degli agricoltori verso la coltura. Anche il divieto di impiegare i concianti neonicotinoidi e le conseguenti difficoltà ed i maggiori costi economici ed ambientali per controllare le emergenze sanitarie, tra cui la diffusione della Diabrotica, hanno giocato un ruolo importante in questa involuzione".

Marchesini ha espresso grande soddisfazione per il lavoro svolto dall'Unità di maiscoltura del Cra: grazie a questo lavoro è stato infatti "definitivamente confermata l'importanza della concia ai fini di una corretta difesa della coltura e della produttività. Tocca ora alle Autorità individuare e stabilire le giuste condizioni per reintrodurre l'impiego dei concianti neonicotinoidi, in piena sicurezza, allineando l'Italia agli altri Paesi europei maggiori produttori di mais".

Il presidente di Assosementi ha poi preso in esame i prossimi passi da svolgere: "Confidiamo ora che la sperimentazione finale sulle seminatrici consenta di individuare senza ulteriori indugi le migliori modalità di semina del mais in pieno campo".

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 217.690 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner