In Campania arriva la serra per le colture protette a CO2 zero

Presentato a Calvi del Sannio, in provincia di Benevento, il progetto innovativo che permette un risparmio energetico al 97% rispetto agli impianti tradizionali

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

Questo articolo è stato pubblicato oltre 4 anni fa

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Risparmio energetico al 97% rispetto ad impianti tradizionali
Fonte foto: © Studio Grifffon - Fotolia

“Colture orticole protette zero CO2” è un progetto finanziato a valere sul Programma di sviluppo rurale della Campania 2007/2013 con la misura 124 sulla ricerca, ed è il risultato di una filiera dell’innovazione orientata alla massima sostenibilità e qualità alimentare con l’obiettivo di introdurre un nuovo processo produttivo nelle colture orticole sotto serra: particolarmente attento alla qualità ed all’impatto ambientale delle produzioni.

E’ quanto emerso martedì scorso durante il convegno tenutosi a Calvi del Sannio, in provincia di Benevento, nel quale sono intervenuti tutti i soggetti partener: il presidente della fondazione Futuridea (capofila del progetto), Carmine Nardone, Maria Luisa Varricchio, ricercatore Futuridea e dell’Università degli Studi Federico II di Napoli, Giuseppe Brillante, direttore Coldiretti Benevento, e Giuseppe De Ioanni per Impresa Verde Campania Srl, Armando Rocco, sindaco di Calvi e Gerardo Vesce, consigliere delegato all’Agricoltura del comune di Calvi.

L’azienda agricola D’Aloia Pasqualina, partner del progetto, ha costruito una serra con caratteristiche strutturali tali da consentire l’installazione di una copertura fotovoltaica, all’interno della quale è stato sperimentato con successo un sistema di luce “personalizzata” per singola specie vegetale in grado di garantire la fotosintesi con un risparmio fino al 97% rispetto all’illuminazione tradizionale. Le lavorazioni necessarie per la coltivazione vengono effettuate con l’ausilio di prototipi di macchine ed attrezzature elettriche dotate di batterie ricaricabili, realizzate dall’azienda partner Oelle Srl.
Il progetto si completa con un’applicazione inedita della tecnologia Rfid che consente di realizzare una tracciabilità e rintracciabilità di facile uso per ipovedenti e non vedenti, grazie ad un lettore speciale, denominato “scritto-letto”.

Le ricadute sui partner partecipanti al progetto sono importanti: con la possibilità di collaudare i prototipi al fine di valutare l’opportunità di una produzione in serie, con conseguente riduzione dei costi di realizzazione e di commercializzazione. Riduzione dei costi che si trasla a  livello territoriale per l'acquisto delle macchine e delle attrezzature collaudate e ad una maggiore diffusione di queste con notevoli ricadute anche in termini di impatto ambientale. E sarà questo il prossimo passo dello sviluppo del progetto.

Il presidente di Futuridea Nardone, dopo la dettagliata descrizione delle tecnologie innovative realizzate, ha detto: “Il cibo è un elemento fondamentale per l'uomo, ma lo sfruttamento delle terre ha provocato danni all'ambiente. E la serra innovativa, frutto di questa sperimentazione, è stata pensata proprio per produrre cibi in condizioni di massima sostenibilità in un’ottica di rispetto del paesaggio agrario che non può essere clonato, ma rappresenta un bene preziosissimo che va considerato guardando al passato, non con nostalgia ma per fare meglio”.
Il direttore di Coldiretti Brillante ha evidenziato: “Bisogna cercare di trarre il giusto profitto rispettando l’ambiente ed il paesaggio per tramandarlo alle generazioni future”.

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Fonte: Coldiretti Benevento

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Tag: innovazione ricerca fotovoltaico sostenibilità colture protette serre

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