Lunedì 27 novembre 2023 ore 12:00: il portale Ismea apre i battenti. Alle ore 13:00 Ismea registra più di 27 mila ingressi al sistema per oltre 4.500 domande in compilazione. Alle ore 14:30 sono 776 le domande convalidate e oltre 5 mila quelle in compilazione. Alle ore 16:15 non è più possibile convalidare nuove domande, quelle convalidate sono 1.883, fine dei giochi.

 

Questo è quanto è successo in poche ore il 27 novembre 2023 quando, dopo un primo rinvio, Ismea ha ufficialmente aperto il portale per accedere ai 75 milioni di euro del Fondo Innovazione per il 2023 e presentare domanda di finanziamento.

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Successo o flop?

Se l'edizione 2023 dei Fondi Ismea sia stata o meno un successo non sappiamo dirlo. Se da un lato gli oltre 27 mila accessi tentati testimoniano un settore ampiamente interessato a introdurre innovazione nelle proprie aziende, dall'altro le quasi 2 mila domande accettate rappresentano meno del 50% di quelle inserite. 

 

Dal settore agricolo la risposta è tiepida

Per l'accesso al fondo, sono state fondamentali la velocità e la preparazione di chi ha presentato la domanda e, come spesso accade, è valsa la regola del "chi prima arriva meglio alloggia". 

 

Diversi lettori di Agronotizie® ci hanno segnalato che, come immaginabile, sono state diverse le situazioni di chi non è riuscito ad accedere al meccanismo di assegnazione dei fondi per un sovraccarico del portale. Verrebbe da pensare che si tratti di una situazione probabilmente prevista dal sistema e quindi del tutto normale. C'è chi però proprio non ci sta. "È una lotteria più che un bando" sostiene Daniele Agosta, agronomo, che  ci ha raccontando la sua esperienza (negativa) portando con convinzione seri dubbi sul sistema di selezione che sembra aver creato problemi non solo a lui.

 

"I giorni successivi al 27 novembre ho fatto rete con alcuni colleghi sul territorio e condiviso la situazione anche con qualche rivenditore di zona" racconta Agosta. "Nonostante gli innumerevoli tentativi, nessuno è stato in grado di accedere al portale e presentare domanda. Contattando tre grandi rivenditori siciliani, solo un loro tecnico è stato in grado di presentare una pratica".

 

Uno degli screenshot fatti lunedì 27 novembre dall'agronomo Daniele Agosta nel tentativo di accedere al portale Ismea

Uno degli screenshot fatti lunedì 27 novembre dall'agronomo Daniele Agosta nel tentativo di accedere al portale Ismea

(Fonte foto: Daniele Agosta)

 

Sistema impari, il grande polverizza il piccolo

Gianni Di Nardo, segretario generale di Federacma, la Federazione che riunisce i rivenditori di macchine agricole italiani, afferma: "Avevamo ampiamente preventivato le problematiche che si sono verificate ma, evidentemente, non si poteva fare diversamente. Abbiamo cominciato a ricevere le prime telefonate di chi lamentava malfunzionamenti al sito già dopo mezz’ora dall’apertura dello sportello di Ismea" commenta. "Certo che per i singoli agricoltori rimane una lotta impari competere contro le grandi organizzazioni preparate per la partecipazione a questi bandi".

 

Ma anche i professionisti del settore - in particolare il Conaf, il consiglio dell’ordine nazionale dei dottori agronomi e forestali - solleva alcune perplessità sull'accessibilità del bando. "Affidarsi al solo fattore tempo o alle funzionalità del portale, non migliora l’efficienza e la qualità dei progetti" sottolinea Renato Ferretti, vicepresidente Conaf.

 

"Le aspettative per questo bando erano altissime per le aziende. Per noi tecnici e per i rivenditori - prosegue Agosta - rimane legittimo chiedersi se e quanto siano davvero utili i bandi con 'click day' a spot. Perché se la delusione passa, le preoccupazioni per la prossima edizione (2024) restano".

 

Ismea tira dritto e si prepara al prossimo bando

Nel frattempo Ismea annuncia di aver già elaborato 1.106 domande, delle 1.883 convalidate e di averne comunicato l'esito alle Pmi interessate.

 

Dei 75 milioni disponibili per il 2023 sono stati autorizzati finanziamenti per un valore complessivo di oltre 69 milioni di euro. A partire dalle ore 12:00 dell'8 gennaio 2024, sul portale sono consentite le operazioni di conferma ordine.

 

"Ancora una volta l'Istituto è stato chiamato a uno sforzo straordinario e ha messo a disposizione i suoi uffici, potenziando anche l'organico, per portare a termine in tempi record il complesso iter istruttorio" commenta Maria Chiara Zaganelli, direttore generale di Ismea. "L'obiettivo è quello di chiudere velocemente la prima edizione del Fondo e aprire subito il capitolo 2024 per dare la medesima opportunità a chi non ha partecipato o è rimasto escluso dall'avviso del 2023".

 

L'iter ha ricevuto anche il plauso del ministro Lollobrigida che con la Legge di Bilancio 2024 appena approvata, ha ampliato la dotazione del Fondo Innovazione di 25 milioni di euro per il 2024, portando così la disponibilità economica complessiva a 100 milioni, di cui 30 destinati alle imprese delle zone alluvionate di Emilia-Romagna, Toscana e Marche.

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Fondo Innovazione 2024, ci saranno novità?

Non è ancora avvenuta la pubblicazione del nuovo bando per la seconda annualità, prevista per l'inizio del 2024 come comunica la stessa Ismea. 

 

"Il nostro auspicio è che la misura diventi strutturale e contribuisca allo svecchiamento del vetusto parco macchine nazionale" spiega Di Nardo. "Riteniamo che si dovrebbe premiare chi rottama mezzi marcianti con immatricolazione ante 1997 affinché si abbia maggiore sostenibilità ambientale e sicurezza. Non solo, l’abbassamento del plafond a disposizione di ogni singola domanda (ora pari a 500 mila euro ndr.) consentirebbe a un maggior numero di agricoltori di partecipare".  

 

Anche il Conaf rivolge il suo appello a Ismea perché quest’occasione possa diventare un caso per rivedere le procedure e inserire anche criteri di priorità per la formulazione di graduatorie, "unica garanzia per risultati positivi in termini di efficacia ed efficienza per le imprese e i territori” spiega Ferretti.

 

"Con Ismea il dialogo è sempre aperto e proseguirà anche nel 2024. Ci auguriamo che il nuovo bando arrivi presto per soddisfare anche chi non è stato incluso nel 2023" conclude Di Nardo che come Federacma spera in una nuova edizione che scardini il meccanismo a lotteria in favore di un approccio più strutturale.

 

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