Grande partecipazione, ieri mattina, alla manifestazione organizzata da Cia Agricoltori Italiani di Puglia con consumatori e cerealicoltori provenienti da tutta la regione.

 

L'iniziativa si è svolta al Varco della Vittoria posto all'ingresso del porto di Bari, uno degli scali marittimi in cui, nelle ultime settimane, sono arrivati decine di carichi di grano importato dall'estero che hanno determinato il crollo del valore del frumento duro italiano.

 

Intanto a Bari, durante la Fiera del Levante, il problema del calo dei prezzi del grano duro è stato oggetto di un colloquio tra il vicepremier, Matteo Salvini, e il direttore di Coldiretti Puglia, Pietro Piccioni, che ha chiesto di riattivare subito la Commisione unica nazionale sul grano duro.

 

Cia, 10 richieste alla politica

Al sit-in di Cia Puglia in difesa della filiera italiana grano-pasta sono intervenuti, inoltre, numerosi sindaci e rappresentanti di tutti i livelli istituzionali. Per la Regione Puglia, anche in rappresentanza dell'assessore Donato Pentassuglia, è intervenuto il presidente della IV Commissione del Consiglio Regionale, Francesco Paolicelli. Presente una delegazione di cerealicoltori della Basilicata.

 

“Le navi arrivano soprattutto da Romania, Malta e Turchia, ha spiegato Gennaro Sicolo, presidente di Cia Puglia e vicepresidente nazionale di Cia Agricoltori Italiani. “La cosa strana è che Romania e Malta notoriamente non sono Paesi che esportano grano duro. Inoltre, in Turchia il prezzo del prezioso cereale è regolato dal governo ed è alto. Siamo sicuri che il grano che arriva da queste nazioni sia di loro produzione? O si tratta di manovre messe in atto dalla Russia per aggirare l'embargo?”

 

Secondo Cia Puglia, inoltre, gli arrivi in Italia di grano duro dall'estero non sarebbero giustificati dalla domanda dei molini e pastifici nazionali perché “già ad aprile 2023, secondo dati ministeriali certificati e attendibili, l'import di grano duro avrebbe raggiunto la quota necessaria alle industrie italiane della pasta”.

 

“Per dissipare ogni dubbio, ma soprattutto per tutelare i produttori e i consumatori italiani, serve attivare strumenti di trasparenza e controllo”, ha aggiunto Sicolo. “Per questo chiediamo una task force che verifichi Dna, provenienza e salubrità dei grani che arrivano nei porti d'Italia; l'attivazione del Registro Telematico e del pacchetto di azioni previste dal programma Granaio Italia”.

 

Rispetto ai valori massimi raggiunti nel giugno 2022 il prezzo del grano duro è sceso di quasi 200 euro a tonnellata. Continuando così, secondo Cia "con il calo dei prezzi all'origine, l'aumento dei costi di produzione e il calo delle rese causato dalla siccità, si corre il rischio di un abbandono della produzione cerealicola da parte di molte aziende".

 

Il trend della bilancia commerciale cerealicola non si arresta e il passivo già verificatosi nei primi due mesi del 2023 si consolida, portandosi nel primo trimestre dell'anno in corso a 1 miliardo di euro (per la precisione 1.014,6 milioni di euro) in peggioramento rispetto ai 798,4 milioni di euro del 2022.

 

Cia Puglia fa appello alla politica, in particolare ai parlamentari ai quali rappresenta dieci proposte:

  1. Istituire una Task force che verifichi nei porti, nave per nave, il Dna e la provenienza del grano importato
  2. Attivare una equipe che verifichi, presso le giacenze e i centri di stoccaggio cerealicoli ricadenti nei diversi territori comunali, il Dna e la provenienza del frumento immagazzinato
  3. Attivare immediatamente tutte le misure di “Granaio Italia”
  4. Rafforzare il sostegno alla produzione anche con contratti di filiera che abbiano in parte, come base di partenza, i costi medi di produzione definiti da un ente terzo (Ismea – Università)
  5. Ripristinare la Commissione Unica Nazionale grano duro e attivare strumenti che certifichino i costi di produzione del grano duro
  6. Aumentare i controlli riguardo al reale rispetto dell'etichettatura 100% grano duro italiano rendendoli strutturali e continuativi
  7. Valorizzare la pasta 100% grano italiano anche attraverso adeguate campagne di promozione
  8. Aumentare i controlli nei porti e ai confini sulle importazioni di grano dall'estero
  9. Valutare l'ipotesi di una interprofessionale dei cereali, con una specificità per il grano duro, come strumento di modernizzazione del settore
  10. Incentivare la ricerca pubblica e privata per garantire miglioramento delle rese e della qualità

 

Coldiretti, serve la Cun per dare trasparenza al mercato

ll conflitto in Ucraina ha sostanzialmente modificato le rotte delle importazioni di grano dall'estero, per cui è necessario riattivare da subito la Commissione Unica Nazionale per il grano duro, la cui attività in via sperimentale è stata sospesa nell'ottobre del 2022, perché fornisce trasparenza al mercato e dà la possibilità di poter mettere attorno ad un tavolo tutti gli attori della filiera eliminando le distorsioni e i frazionamenti delle borse merci locali.

 

È quanto afferma la Coldiretti Puglia, che con il direttore regionale Pietro Piccioni ha posto all'attenzione del vicepremier Matteo Salvini il tema della guerra del grano in Puglia, in occasione della visita del ministro al mercato regionale degli agricoltori di Coldiretti e Campagna Amica alla Fiera del Levante.

 

Proprio in queste ore sono 4 le navi attraccate al porto di Bari per scaricare grano estero, oltre 2 navi che attendono in rada di poter attraccare e altre 2 in arrivo nelle prossime ore, per un totale di 8 navi cariche di frumento duro proveniente per lo più dalla Turchia

 

Occorrono – rileva Coldiretti Puglia - una costante analisi dei prezzi e l'aumento dei controlli, in modo da garantire in ogni caso che il prezzo del grano duro copra i costi di produzione degli agricoltori, nel rispetto della legge contro le pratiche sleali. Una spinta può venire dall'avvio della commissione unica nazionale (Cun) grano duro ma anche dalla promozione della pasta 100% italiana sostenendo l'intera filiera.