Le belle idee e le belle iniziative vanno applaudite e diffuse. Questa settimana siamo ad applaudire a quella che oramai viene chiamata la "Scuola per contadini". Si tratta di un corso destinato a giovani fra i 16 e i 18 anni (non compiuti) che hanno abbandonato la scuola e non sono inseriti in altri percorsi formativi e professionali. La Scuola è promossa da cinque comuni del Chianti attraverso la loro Agenzia formativa ChiantiForm e coordinata dal Comune di San Casciano Val di Pesa.

 

Una iniziativa locale e fortemente connaturata con un territorio, un territorio che ha poi caratteristiche agricole e paesistiche assolutamente peculiari. L'iniziativa pare abbia un buon successo soddisfacendo sia i giovani sia i loro genitori.

 

Stiamo parlando di quei giovani che i sociologi chiamano Neet (acronimo di Not Employed, Engaged, Trained) -   quei giovani che semplicemente non fanno assolutamente nulla - non studiano e non lavorano, preparandosi un futuro da reddito di cittadinanza. A questi giovani mancano soprattutto le motivazioni, motivazioni che qualcuno ha intuito che si possono ritrovare in agricoltura, magari innamorandosi del proprio territorio. I sindaci del Chianti spiegano che finora il 90% dei giovani iscritti ai corsi ha già trovato un inserimento professionale, presumiamo grazie al forte radicamento territoriale della Scuola.

 

Per chi non lo sapesse il fenomeno dei Neet in Italia è un vero e proprio cancro sociale: i giovani che non fanno assolutamente nulla sono 1,7 milioni, quindi quasi un quinto della popolazione con età compresa fra i 15 e 29 anni. In Italia si registra un numero di Neet di ben sette punti sopra la media Ue. D'altro canto l'agricoltura italiana ha un disperato bisogno non solo di braccia e di menti, ma anche di entusiasmo, ovvero di giovani. Ditemi voi se non bisogna applaudire.