Sardegna, su Argea verifica della Commissione Ue

La Commissione invita a sanare il deficit della pianta organica. Il presidente della Regione Sardegna, Solinas, ammette la necessità di una maggiore velocità nella fase di istruttoria e liquidazione dei pagamenti e invita tutti alla collaborazione

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Segnalati ancora ritardi nei pagamenti per bovini, ortofrutta e danni da siccità (Foto di archivio)
Fonte foto: © Zerbor - Adobe Stock

Nella scorsa settimana era tornato a far discutere in Sardegna il mai sopito problema dei ritardi nei pagamenti in agricoltura. La questione era riemersa a Cagliari durante le audizioni in Commissione Attività Produttive in Consiglio Regionale: in parte i ritardi sono legati alla carenza di personale in Argea che, in qualità di organismo pagatore regionale, deve rispettare una serie di requisiti fissati dalla Ue a livello di quantità e qualità delle risorse umane.

 

Proprio a causa dei vuoti di organico, attualmente Argea - che opera a pieno regime come organismo pagatore regionale - è sottoposta ad una verifica interna della Commissione Europea che, fra l'altro, sollecita alla Regione la copertura totale dei posti vacanti entro il 2024: su una pianta organica di 580 unità ne mancano circa 200. I ritardi riguardano i pagamenti nell'ortofrutta, nel settore bovino e i danni da siccità. Venerdì scorso non si è fatta attendere la presa di posizione del presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas, intervenendo in collegamento video al primo Forum dell'Agricoltura della Sardegna.


Un intervento a tutto campo quello del presidente Solinas, che ha toccato la necessità di programmare, anche per spendere meglio le risorse straordinarie, l'urgenza di sburocratizzare e semplificare e l'importanza di lavorare insieme per rendere sempre più efficiente e sempre più efficace l'azione degli enti agricoli.

 

Solinas, nell'annunciare altri 20 milioni di euro di aiuti per l'agricoltura sarda, in arrivo con la Legge Omnibus che sarà presentata a breve ha tra l'altro detto: "Oggi più che mai il decisore pubblico ha bisogno di programmare e per farlo in maniera ottimale è necessario conoscere sia il territorio sia i numeri, le qualità delle colture e degli allevamenti, quindi realizzare uno strumento che consenta di avere precisa contezza della situazione è veramente indispensabile".

 

"Abbiamo bisogno di accorciare in maniera significativa i tempi tra la decisione politica e l'erogazione finale - ha spiegato -. Gli stanziamenti ci sono, le misure vengono deliberate, è la fase dell'istruttoria e poi della liquidazione che purtroppo non è compatibile né tollerabile rispetto ai bisogni delle emergenze del comparto agricolo".


"Oltre una mappatura conoscitiva di ciò che c'è - ha proseguito il presidente Solinas - sarebbe quindi bene cominciare a ragionare anche in termini di carta dei suoli e delle vocazioni dei suoli, perché non dappertutto si può fare tutto in maniera efficiente, efficace ed economica. E una programmazione seria deve prevedere anche dei comparti dove si punti su alcune tipologie di colture o di allevamento piuttosto che su altre, per evitare una concorrenza inutile".

 

Il presidente della Regione Sardegna ha evidenziato l'urgenza di imprimere speditezza e rapidità all'azione amministrativa in un momento di grande emergenza come quello attuale: "Siamo in una fase dove non solo dobbiamo far affluire verso le campagne i ristori e le risorse bloccate da tempo, ma abbiamo di fronte una stagione che, tra nuovo Piano di Sviluppo Rurale, interventi del Next Generation Eu, il Pnrr, avrà bisogno di una grande capacità di programmazione e di spesa", ha detto facendo anche riferimento a una futura integrazione tra le politiche agricole e quelle energetiche.


Parlando degli enti agricoli il presidente ha evidenziato la finalità ultima che chi opera a stretto contatto con il mondo delle campagne deve avere, ovvero dare supporto tecnico in agricoltura, erogare i fondi, fare ricerca. Finalità, ha detto, "che vanno perseguite fuori dalle polemiche, fuori dalle strumentalizzazioni e andando di comune accordo verso un confronto diretto con tutti e con le organizzazioni di categoria, con gli stessi lavoratori delle aziende per mettere tutti nelle condizioni di lavorare al meglio".

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