Basilicata, lanciato il biodistretto dell'Alto Bradano

Il comprensorio del distretto per il biologico sarà poi ampliato a quello del sistema vulcanico del Vulture. L'assessore all'Agricoltura Fanelli ha ribadito l'impegno della Regione Basilicata per lo sviluppo delle coltivazioni biologiche

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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L'Alto Bradano è un territorio ad alta vocazione cerealicola posto nel nord della Basilicata a confine con Puglia e Campania
Fonte foto: © Biodistretto Alto Bradano

La Basilicata il 10 aprile scorso ha lanciato la proposta di costituzione del suo distretto del biologico, quello dall'alta valle del fiume Bradano: il territorio settentrionale della regione confinante con Campania e Puglia e delimitato a Nord dal fiume Ofanto e a Sud dal fiume Bradano, che si estende per quasi 754 chilometri quadrati e con un'agricoltura a prevalente vocazione cerealicola, ma con buone opportunità di implementare coltivazioni irrigue, nonostante l'altitudine media del comprensorio: oltre 660 metri sul livello del mare.

"La costituzione di un biodistretto nell'area dell'Alto Bradano rappresenta un progetto lungimirante e ambizioso di supporto allo sviluppo territoriale, attraverso un'azione virtuosa e coordinata di soggetti pubblici e privati, organizzati in diversi organismi quali Unione dei comuni, Gruppi di azione locale, Area interna, con l'obiettivo di fornire una risposta concreta alle sfide poste dai mercati e dalla politica europea, nella convinzione che la declinazione biologica nel settore produttivo primario possa garantire una crescita sostenibile dei territori - ha affermato l'assessore alle Politiche agricole della Basilicata Francesco Fanelli, in occasione del webinar "Verso il biodistretto dell'Alto Bradano", coordinato dall'esperta in politiche di sviluppo Michela Cantisani, tenutosi sabato scorso.

Ad aprire i lavori il senatore Pasquale Pepe, responsabile dell'area interna Alto Bradano: "Il biodistretto dell'Alto Bradano è uno strumento visionario e unico in Basilicata - ha spiegato Pepe - frutto del dialogo a diversi livelli e dell'intensa attività di ascolto del territorio promossa dall'Unione comuni Alto Bradano, che assolve al ruolo di capofila. In seguito alla pandemia, le aree interne sono state riscoperte in modo diverso: non più luoghi di isolamento ma, al contrario, territori da valorizzare e sui quali costruire un sistema agroalimentare locale di qualità e di eccellenza".

Nella prima fase il biodistretto interesserà i territori dell'area interna dell'Alto Bradano costituita dai comuni di Acerenza, Banzi, Forenza, Genzano di Lucania, Oppido Lucano, Palazzo San Gervasio, San Chirico Nuovo e Tolve. Successivamente l'area di interesse sarà ampliata, includendo anche quella del Vulture.

"La creazione del biodistretto - ha affermato il vicepresidente dell'Unione comuni Alto Bradano, Michele Mastro - può rappresentare un'occasione straordinaria di valorizzazione e promozione del territorio e delle attività che esso ospita, attraverso una serie di azioni finalizzate al recupero della identità territoriale e alla creazione di un polo di eccellenza di sviluppo locale sostenibile, con particolare riferimento all'agricoltura biologica".

Vittorio Restaino, autorità di gestione del Programma di sviluppo rurale 2014-2020 ha rimarcato la particolare attenzione della Regione Basilicata al tema del biologico. "E' in vigore un nuovo bando per l'introduzione all'agricoltura biologica e il sostegno alle aziende che già impiegano tale pratica - ha spiegato Restaino - fra cui le circa duemila che, nel quinquennio appena trascorso, hanno avuto accesso al premio previsto dal Psr Basilicata. Le risorse finanziarie programmate con tale avviso sono ingenti e ammontano a 60 milioni di euro, per il triennio riferito agli anni 2021-2023".

Carmela De Vivo del Crea ha sottolineato "la lungimiranza del progetto di istituzione di un biodistretto in un'area, quale appunto quella dell'Alto Bradano, a forte vocazione bio, dove sono presenti già circa 12mila ettari di terreno votati all'agricoltura biologica e 300 aziende iscritte al relativo albo".

"Il biodistretto è da considerarsi uno strumento di governance e proiezione strategica finalizzato ad indirizzare il territorio verso l'uso sostenibile del suolo, a beneficio delle caratteristiche del territorio stesso e della qualità della vita dei residenti - ha aggiunto Claudio Paternò, project manager Alto Bradano e responsabile del lancio del biodistretto - consentendo alle imprese locali di migliorare la produttività e l'efficienza economica dei processi produttivi. Con il forum di presentazione di oggi abbiamo avviato un percorso che spero ci porti, nel giro di un mese, alla costituzione formale del comitato promotore". A tal fine, è stato attivato un sito per ricevere informazioni e aderire al progetto.

"La presentazione odierna rappresenta un ottimo punto di partenza per un progetto che ha tutte le potenzialità di creare concrete azioni di sviluppo, apportando significativi risultati sul territorio - ha affermato l'assessore Fanelli - poiché definisce un insieme di azioni coordinate e concertate con gli attori del territorio per promuovere, valorizzare e incentivare le produzioni locali e nuove economie, basate su innovazione, conoscenza e patrimonio locale".

"La Regione sta investendo molto sia sull'agricoltura biologica, sia sulle aree interne, per le quali sono state stanziate risorse pari a 22 milioni di euro a valere sul Psr Basilicata 2014-2020, di cui cinque milioni destinati proprio all'area dell'Alto Bradano
- ha concluso Fanelli - un'area fortemente vocata al biologico e che potrebbe rappresentare un traino importante nei confronti dell'intero territorio regionale. Sicuramente il biodistretto dell'Alto Bradano rappresenta una best practice che va sostenuta e rafforzata per arrivare in tempi celeri alla sua formalizzazione".

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