A Siena il convegno delle Igp d'Europa

All'incontro organizzato da Qualivita sulle Indicazioni geografiche europee hanno partecipato oltre cinquanta consorzi di tutela per elaborare un documento strategico per lo sviluppo del settore da consegnare alle istituzioni internazionali

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Un momento dell'intervento di Paolo De Castro a Siena
Fonte foto: Fondazione Qualivita

Si è tenuto il 4 e 5 febbraio scorsi a Siena il 'Geographical indications kick-off meeting', una due giorni al Santa Maria della Scala, organizzata dalla Fondazione Qualivita, dedicata ai consorzi di tutela delle Indicazioni geografiche italiane e internazionali per definire una nuova proposta strategica a supporto dello sviluppo del settore nel contesto nazionale ed europeo.

Due giornate importanti, come ha spiegato il direttore di Qualivita Mauro Rosati, che hanno acceso a Siena un dibattito sull'agroalimentare e sul futuro di questo settore.

L'evento ha voluto abbracciare varie tematiche dal nuovo patto con i consumatori e le comunità locali, all'evoluzione della gestione, passando dalla nuova Pac e dalla sostenibilità fino ad arrivare al tema tutela e accordi internazionali.

All'incontro ha partecipato anche il ministro delle Politiche agricole e del turismo a Gian Marco Centinaio, che durante il suo intervento ha ribadito la necessità di un impegno unico per garantire la qualità ed essere più incisivi nella promozione nel mondo.

Per Centinaio "in questo momento di stagnazione economica e di crisi il solo settore a segno positivo è quello dei comparti agroalimentare e vitivinicolo, per questo dobbiamo avere sempre più attenzione verso l'agricoltura italiana e verso il sistema turistico. Unire questi due ambiti in apparenza molto diversi è la vera scommessa, la mission su cui il ministero sta lavorando".

Per il ministro l'idea di abbinare nella comunicazione prodotti e territori dà origine a un connubio vincente. "Oggi - ha continuato il ministro - il mondo è cambiato, ci sono mercati sempre più esigenti che riconoscono in noi la qualità, ma dobbiamo essere più incisivi nella promozione. Dobbiamo iniziare a promuoverci in modo diverso, l'obiettivo è promuovere i nostri prodotti nel mondo con un sistema unico. Azioni riconoscibili sotto il brand Italia frutto del dialogo con consorzi di tutela".

Anche Marie Guittard, direttrice dell'Inao, l'ente pubblico responsabile del sistema francese dei marchi di qualità e origine, ha affermato la necessità di una strategia di sistema condivisa per lo sviluppo delle Dop e delle Igp che oggi in Francia rappresentano i maggiori strumenti di politica agricola alimentare e sviluppo del territorio.

Sull'importanza della Politica agricola comunitaria per le denominazioni e le indicazioni di origine è intervenuto Paolo De Castro, agronomo ed ex ministro dell'Agricoltura, oggi presidente del Comitato scientifico della Fondazione Qualivita, che ha sottolineato ancora una volta l'importanza di un lavoro condiviso sulla nuova Pac post 2020.

"La riforma del regolamento europeo sulle Indicazioni geografiche e la loro tutela saranno punti centrali della riforma della Pac per continuare a garantire lo sviluppo dei nostri territori" ha ricordato De Castro.

"Dobbiamo però essere consapevoli - ha continuato - che in Europa il 90% dei paesi non è interessato ai temi che stanno a cuore all'Italia e ad altri quattro o cinque paesi dell'area mediterranea. Gran parte dell'Europa, con ventotto diverse realtà, non ritiene centrale l'impegno per le Dop e le Igp che tanto ci coinvolge. Quindi dobbiamo unire le forze, come nel meeting di oggi, al quale hanno partecipato Francia, Spagna e Portogallo. Come la presenza della delegazione del ministero giapponese è un segnale dell'importanza che hanno gli accordi bilaterali per la tutela delle Indicazioni geografiche".

Cesare Baldrighi, presidente Aicig - l'Associazione italiana consorzi indicazioni geografiche - ha sottolineato che c'è molta attenzione intorno al mondo delle Indicazioni geografiche ed è importante supportare e accompagnare questo interesse.

Per farlo i punti centrali, secondo Baldrighi, sono l'adeguamento legislativo con coordinamento unico e una nuova attività di promozione e formazione dei consorzi di tutela. Molti disciplinari infatti hanno venticinque anni e sono anacronistici, e la nuova Pac offre grandi opportunità con la possibilità della semplificazione dei disciplinari di produzione.

Stefano Zanette, vicepresidente di Federdoc, invece ha sottolineato la necessità di gestire i processi sui mercati internazionali con nuovi strumenti per la tutela e la valorizzazione.

Ora restano le proposte, riassunte in una serie di proposte programmatiche, sintetizzate in un documento strategico condiviso con la platea e che sarà sottoposto all'attenzione di istituzioni e organizzazioni a livello nazionale e europeo.

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