Contratti di filiera e distretto, i soldi sono diventati pochi

Il presidente di Agrocepi Martinangelo lancia un appello al Mipaaf: "Integrare la dotazione finanziaria di 260 milioni, che a fronte di 46 progetti già presentati fino ad oggi rischia di rivelarsi troppo esigua"

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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La taglia massima dei piani d'investimento è di 50 milioni e tra quelli già inviati diversi sono prossimi a questa grandezza
Fonte foto: © Wolfilser - Fotolia

I contratti di filiera e di distretto lanciati dal ministero delle Politiche agricole con l’avviso pubblico del 10 agosto 2017 stanno avendo successo, al punto che le risorse stanziate - ben 260 milioni di euro - rischiano di rivelarsi troppo esigue. Il Mipaaf ha aperto il bando lo scorso 29 gennaio e nel giro di pochi giorni sono affluiti da tutta Italia moltissimi progetti preliminari: ben 46 secondo Corrado Martinangelo, presidente nazionale di Agrocepi, l’organizzazione di agricoltori e operatori della trasformazione agroalimentare che ha svolto un ruolo attivo su questo fronte, presentando diversi progetti in vari comparti: trasformazione lattiero casearia, vitivinicolo, cerealicolo, ortofrutticolo, del suino nero, dell’olio extravergine d’oliva e della frutta secca.

E a ben vedere i numeri, il budget di 260 milioni inizia ad apparire un po’ stretto, visto che i progetti collettivi devono avere un valore minimo di 4 milioni di euro e massimo di 50 milioni e che - a quanto si sa - già diversi piani preliminari sono molto vicini alla soglia massima. Per questo motivo, Agrocepi ha lanciato ieri un appello al Mipaaf e alle Regioni, per quanto di loro competenza, perché sia incrementato il budget dei contratti di filiera e di distretto, che oggi appare largamente insufficiente a soddisfare la domanda.
 

Contratti di filiera e di distretto, il quadro finanziario oggi

Per i contratti di filiera e di distretto, il budget del Mipaaf è di complessivi 260 milioni di euro, 60 dei quali per i contributi in conto capitale e 200 per i contributi in conto interessi sui mutui bancari a titolo di agevolazione finanziaria.

L’appostamento di 60 milioni per i contributi a fondo perduto in conto capitale deriva dalla delibera Cipe n 53 del 2016, che li ha attinti dal Fondo sviluppo e coesione.
La copertura dei 200 milioni di euro che si prevede di impiegare per agevolare i mutui bancari è stata attinta dalla delibera Cipe n 24 del 2016 sul Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca.
 

Le taglie minime e massime dei progetti di filiera e distretto

Sia per i contratti di filiera che per quelli di distretto, vi sono una taglia minima e una massima dei progetti come riporta il bando: “Sono ammessi alle agevolazioni per un importo complessivo degli investimenti ammissibili compreso tra 4 e 50 milioni di euro”.
 

La richiesta di Agrocepi

“I contratti di filiera hanno avuto in questa occasione una straordinaria risposta da parte dei settori interessati che, soprattutto al Sud ma non solo, hanno avuto la capacità di aggregarsi e presentare progetti autorevoli in una misura che forse non era stata preventivata quando si sono messe in campo le risorse per sostenere la misura - spiega Martinangelo, che aggiunge -. Per questo come Agrocepi, anche in considerazione del fatto che abbiamo coordinato diversi contratti di filiera nei più vari comparti, chiediamo che siano apportate ulteriori risorse per le misure in questione e che siano convocate le regioni, in particolare quelle dell’obiettivo 1 per cofinanziare il maggior numero di progetti possibile”.

Martinangelo in pratica invita il Mipaaf a convocare le regioni del Mezzogiorno - Campania, Puglia, Calabria, Basilicata, Sicilia, Sardegna, Abruzzo, Molise – le cui aziende, secondo quanto disposto dal bando, sono destinatarie dell'intensità di contributo pubblico più elevata, per tentare di reperire gli appostamenti finanziari necessari a non perdere l'opportunità di aggregazione, sempre da tutti auspicata, delle piccole e medie imprese del Sud.
 
Per Martinangelo “Non si può sprecare una simile occasione. Il bando è stato sicuramente un successo vista la risposta del sistema agroalimentare anche nel mezzogiorno d’Italia. A noi risultano ben 46 progetti pervenuti e per la prima volta tanti dal Sud”.

Il presidente di Agrocepi ha parlato anche a nome degli altri soggetti con cui l’organizzazione ha presentato progetti e che sono: Unaproa, Unci agroalimentare, Gambero Rosso, Unione nazionale dei consumatori, Ordine dei tecnologi alimentari della Basilicata e Calabria, Ordine dei tecnologi alimentari di Campania e Lazio, Pmi Internetional, Università statale di Milano, Gruppo Tirreno Fruit.

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