Umbria, il parco 3A sarà il nuovo ente certificatore per Dop e Igp

La giunta regionale ha proposto, al Mipaaf, l'ente di ricerca regionale come autorità per i controlli e le certificazioni dei prodotti a denominazione di origine. Per l'assessore Cecchini una scelta all'insegna della imparzialità e della sostenibilità economica

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Umbria, il paesaggio rurale intorno a Orvieto
Fonte foto: © Adriano - Wikimedia

Sarà il Parco tecnologico agroalimentare 3A dell'Umbria, l'ente che la regione indicherà al Mipaaf come autorità di controllo sulle produzioni Dop e Igp regionali, sia per quelle già riconosciute che per quelle che otterranno il riconoscimento in futuro.

A renderlo noto è stata Fernanda Cecchini, assessore regionale all'Agricoltura, dopo che il Tar del Lazio ha annullato il decreto che riconosceva al Consorzio di tutela olio extra vergine Dop Umbria il ruolo di proporre al Mipaaf quale doveva esser l'organismo di controllo per le produzioni a indicazione di origine controllata.

E così è stata la giunta regionale a indicare l'ente incaricato dei controlli che ha scelto appunto il Parco 3A, che avrà così, oltre a effettuare attività di ricerca, sviluppo e trasferimento tecnologico, il compito di gestire le attività di certificazione di qualità e sicurezza alimentare, regolamentate dalle vigenti normative comunitarie.

Per Cecchini i marchi di origine rappresentano un importante strumento di tutela e valorizzazione delle produzioni di qualità regionali.

Marchi che costituiscono anche un forte elemento di garanzia per i consumatori, grazie al regime di controllo e certificazione a cui sono sottoposti i processi produttivi di questi prodotti.

Gli organismi responsabili dei controlli e delle certificazioni, come ha sottolineato l'assessore, devono offrire garanzie sufficienti di obiettività ed imparzialità nei confronti di ogni produttore, trasformatore e confezionatore controllato e disporre permanentemente di esperti, dei mezzi necessari e delle procedure adeguate ad assicurare i controlli.

L'assessore Cecchini ha anche ricordato che, secondo le normative comunitarie, i costi del controllo e della certificazione sono a carico degli operatori e visto che la spesa potrebbe risultare assai gravosa, anche dal punto di vista della gestione, soprattutto per i piccoli produttori, la regione ha ritenuto che individuare un'autorità di controllo regionale sia uno strumento utile per favorire le aziende.

L'individuazione di un soggetto preposto all'autorità di controllo, secondo l'assessore, permetterà non solo di ridurre al minimo i costi a carico delle diverse filiere, ma anche di garantire la sostenibilità dei costi di controllo, l'accompagnamento dei produttori nell'inserimento in regimi di controllo e ovviamente l'obiettività e l'imparzialità nei confronti dei produttori.

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