Toscana, un orto per imparare cos'è l'agricoltura

La regione ha pubblicato la graduatoria per l'assegnazione dei finanziamenti per realizzare orti urbani in 62 comuni. Un progetto per avvicinare soprattutto i giovani al mondo della terra, con una dotazione di oltre 2 milioni

Matteo Giusti di Matteo Giusti

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Un orto familiare, la Toscana punta sugli orti urbani per promuovere l'amore per la terra
Fonte foto: © Matteo Giusti - AgroNotizie

La Toscana dà il via al progetto 'Centomila orti in Toscana' per la realizzazione di orti urbani in varie città della regione.

L'obbiettivo, come ha dichiarato l'assessore all'Agricoltura Marco Remaschi, è quello di riqualificare aree non utilizzate in paesi e città offrendo la possibilità di sperimentare concretamente l'amore per la terra a persone di tutte le età, soprattutto ai giovani, e allo stesso tempo a offrire nuovi luoghi di socialità, con l'orto come occasione di incontro e di condivisione di un'alimentazione sana e genuina.

In questi giorni è stata infatti approvata la graduatoria del progetto regionale che permetterà di finanziare con fondi regionali orti in 62 comuni con un contributo fino al 70% della spesa, con una spesa totale di 1,2 milioni di euro per il 2017 e altrettanti per il 2018.

Tra i comuni che hanno aderito al progetto si segnalano Firenze, Bagno a Ripoli, Siena, Lucca, Grosseto e Livorno, finanziati come comuni pilota per aver avviato esperienze simili e una fase di sperimentazione a partire dall'autunno del 2015.

Ci protremmo chiedere, soprattutto noi professionisti del settore, che senso ha un progetto del genere finanziato da una spesa così considerevole. Un progetto voluto e promosso dall'assessorato all'Agricoltura, e non magari dall'assessorato alle Politiche sociali.

Il senso è quello di far conoscere con mano l'agricoltura, farne conoscere le soddisfazioni, i prodotti e le difficoltà. Chi produce da sé, magari con difficoltà anche un solo cesto di insalata, sarà più consapevole dello sforzo della difficoltà di produrre dei prodotti che acquisterà in seguito e sarà anche più disposto a spendere di più per qualcosa di qualitativamente migliore.

Allo stesso modo, chi riuscirà a produrre ortaggi di buona qualità, sarà incentivato, quando ha finito i suoi, a cercare sul territorio aziende, magari piccole o medie, che lavorino con la stessa passione e offrano prodotti "buoni" come o meglio di quello che ha prodotto da sé.

Un progetto che vuol coinvolgere soprattutto i giovani, vuol contribuire a formare consumatori attenti e consapevoli, in grado di riconoscere il valore dei prodotti agricoli e apprezzarli, anche nel senso letterale di riconoscergli un prezzo.

Nell'ottica della Regione Toscana, gli orti urbani dovranno essere uno spazio soprattutto per i giovani, e per tanto l'iniziativa è stata inserita anche nel progetto Giovanisì, il progetto che finanzia attività per favorire la formazione e l'autonomia dei giovani, e sarà riconosciuta una priorità nell'assegnazione degli appezzamenti a persone di età inferiore ai 40 anni.

L'orto, oltre ad essere un modo di valorizzare e restituire ai cittadini aree abbandonate, diventa quindi non un semplice pezzo di terra da coltivare ma un luogo di ritrovo, di confronto dotato di strutture comuni anche di connessione wi-fi.

Secondo il progetto, i comuni, una volta ottenuto il finanziamento, apriranno il bando per individuare le associazioni di volontariato che gestiranno gli orti e queste a loro volta li affideranno in uso gratuito ai cittadini, suddividendoli in appezzamenti di dimensioni comprese tra i 32 e i 100 metri quadri.

Poi a breve, l'Accademia dei Georgofili, pubblicherà un manuale pratico per i nuovi ortisti e le associazioni che gestiranno gli spazi. Un manuale che da una parte sarà uno strumento utile per coltivare meglio e dall'altra il segno concreto della approvazione del progetto da parte della prestigiosa istituzione fiorentina.

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Fonte: Regione Toscana

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Tag: giovani orti urbani

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