In Puglia arriva un serio stop al lavoro di riforma degli enti irrigui e di bonifica direttamente dal Governo. Soprattutto si congela la fase di risanamento dei debiti pregressi – circa 230 milioni di euro - dei quattro consorzi di bonifica che la legge ha soppresso: Arneo, Ugento Li Foggi, Stornara e Tara, Terre d’Apulia.
Infatti, il Consiglio dei ministri del 31 marzo 2017, su proposta del ministro per gli Affari regionali, Enrico Costa, ha deliberato di impugnare la legge della Regione Puglia n. 1 del 3 febbraio 2017, “Norme straordinarie in materia di consorzi di bonifica commissariati”.
 
La decisione di ricorrere alla Corte Costituzionale, secondo quanto contenuto nel comunicato stampa di Palazzo Chigi, sarebbe stata presa “in quanto alcune norme, disciplinando le situazioni debitorie di consorzi di bonifica soppressi, invadono la materia dell’ordinamento civile riservata alla legislazione statale dall’articolo 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione”.
 
Una nota della presidenza regionale della Puglia del 1° aprile 2017 sottolinea: “Non appena ricevuti i rilievi del ministero degli Affari regionali su una parte della legge regionale di riforma dei consorzi di bonifica, articoli 3 e 2 comma 5, potenzialmente afflitta da vizio di costituzionalità, la Regione Puglia ha motivato le ragioni alla base della redazione della legge, confermando la correttezza del proprio operato”.
 
Particolarmente complesso è l’articolo 3 della legge di riforma, che stabilisce le norme alle quali i creditori dei consorzi avrebbero dovuto sottostare per recuperare le somme loro dovute. Secondo quanto disposto dal terzo comma, in particolare i creditori avrebbero dovuto esprimere una remissione di almeno il 50% del credito, la rinuncia ad ogni forma di interesse, anche di mora ed alle spese processuali e legali eventualmente frutto di procedimenti e attività di recupero.

Inoltre, sarebbe oggetto dell’impugnativa del Governo, secondo quanto ammesso da Regione Puglia, anche l’articolo 2 della legge di riforma, che al comma 5 da al nuovo consorzio di bonifica Centro Sud Puglia la piena disponibilità della massa attiva dei quattro consorzi soppressi. 

“Tuttavia nello spirito di leale collaborazione con il Governo, la Regione ha espresso la propria disponibilità a valutare la possibilità di modificare la legge stessa per prevenire una possibile impugnativa – continua la nota della presidenza della Regione Puglia - Nonostante tale disponibilità il Consiglio dei ministri, ed in particolare su indicazione del ministero della Giustizia, ha ritenuto di impugnare la legge. La Regione Puglia valuterà nelle prossime ore se resistere nell'instaurando giudizio di costituzionalità, ovvero modificare la legge al fine di renderla coerente con i rilievi del Governo”.