Terremoto, Icea rinuncia alle quote delle aziende colpite

L'organismo per la certificazione biologica ha deciso di non richiedere i pagamenti per i controlli 2016. E lancia una raccolta fondi a favore delle zone terremotate

Questo articolo è stato pubblicato oltre 2 anni fa

Scopri tutte le notizie aggiornate sull'agricoltura, puoi trovarle con la ricerca articoli.

terremoto-centro-italia-agosto-2016-fonte-coldiretti.jpg

Terremo, Icea sostiene le aziende biologiche colpite
Fonte foto: © Coldiretti

Icea, l'Istituto per la certificazione etica e ambientale, sostiene le aziende biologiche colpite dal sisma di agosto: non richiederà infatti le quote di controllo e certificazione previste per il 2016.
Le aziende che fossero già in regola con il pagamento delle quote 2016 avranno la possibilità di non versare le quote 2017, mentre i solleciti delle quote arretrate per aziende colpite verranno sospesi per i prossimi 6 mesi.

Si tratta di un piccolo gesto simbolico che intende aggiungersi alle attività di sostegno alla ricostruzione fornite alle aziende a livello locale, anche per sottolineare l’importanza dell’agricoltura biologica per la tutela dell’ambiente e del tessuto sociale.

Icea inoltre promuove presso le sue 20 sedi territoriali una raccolta fondi finalizzata alla ricostruzione di una scuola, raccolta che potenzialmente coinvolge anche 17mila aziende controllate da Icea, che verranno informate e invitate a partecipare.

La modalità scelta è quella di indicare l’Iban del Comune di Amatrice per tutte le donazioni, inserendo la causale “Una scuola sicura insieme a Icea”.
L'Iban è il seguente: IT 13 W 08327 73470 000000005050 della Banca di Credito Cooperativo di Roma.

La devastazione del sisma – ha commentato il presidente di Icea Pietro Campusoltre a mettere in ginocchio le imprese locali e ad evidenziare la fragilità di un territorio, ad agosto ha colpito Icea in modo diretto contando tra le vittime anche i familiari della nostra cara collega della sede centrale Roberta Bartoletti.
Questa prossimità ci ha spinto a voler abbinare alla decisione aziendale di non incassare le quote per i servizi di certificazione anche una raccolta di fondi interna, da destinare alla ricostruzione di una scuola, per aiutare questa bellissima zona d’Italia a rialzare la testa e a non disperdere il patrimonio di cultura locale attraverso cui passano l’amore per la terra, la tutela delle biodiversità e il rispetto per l’ambiente
”.

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 191.621 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner