Xylella, il Tar Puglia rinvia gli atti a Roma. Abbattimenti in bilico

L'ordinanza depositata oggi a Lecce dal giudice Antonio Cavallari. La competenza territoriale passa al Tar del Lazio

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Soddisfazione espressa da parte dei ricorrenti, i proprietari terrieri Pesce di Oria
Fonte foto: © Oleg Znamenskiy - Fotolia

Il giudice Antonio Cavallari ha depositato stamattina al Tar di Puglia, prima sezione di Lecce, l'ordinanza con la quale si è dichiarato incompetente a decidere nel merito sul Piano di contrasto alla Xylella fastidiosa, come richiesto dall’'Avvocatura dello Stato di Lecce, che, come appresosi ieri, aveva sollevato per conto del Commissario Silletti una questione di incompetenza territoriale del Tar del capoluogo salentino, nel corso della causa intentata da due proprietari terrieri di Oria (gli avvocati Giovanni e Guido Pesce) contro il Piano del commissario straordinario per l'emergenza Xylella. E’ stata accolta dunque la competenza territoriale invocata dall’Avvocatura dello Stato: quella del Tar Lazio.

Ma con la stessa ordinanza il Tar di Lecce ha confermato la sussistenza delle motivazioni che avevano originato la sospensiva: la mancanza di motivazioni alle eradicazioni degli alberi che devono essere basate su riscontri analitici e non solo su un esame ispettivo degli olivi oggetto dei provvedimenti di abbattimeno. Intanto, il commisario straordinario all'emergenza Xylella Giuseppe Silletti ha emanto il 3 aprile l'ordinanza numero 4, con la quale affida all'Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali della Puglia l'eradicazione delle piante infette.

L'ordinanza il Tar di Lecce sostiene che ad oggi non è stato adottato nessun atto che disponga realmente l’abbattimento o l’eradicazione delle piante e che le operazioni propedeutiche si sono arrestate al contrassegno in modo indelebile (con ics di vernice rossa) degli olivi insistenti nella proprietà del ricorrente. Insomma, il Piano Silletti, ai fini degli effettivi abbattimenti, sarebbe un atto incompleto e non idoneo all’effettuarsi delle operazioni di espianto. Ora toccherà al Tar Lazio entrare nel merito e sbrogliare definitivamente la matassa.

La questione della competenza territoriale era stata discussa ieri mattina davanti al collegio presieduto da Antonio Cavallari. L'avvocatura si era costituita in giudizio per conto del commissario di Governo e aveva indicato come Tar competente quello del Lazio, dal momento che la struttura commissariale è una diretta emanazione della Protezione civile e dunque tutti i suoi atti possono essere contestati davanti al Tribunale amministrativo della Capitale.

Gli avvocati Pesce, che hanno presentato ricorso contro le misure che prevedono il taglio di un'ottantina di ulivi nel loro fondo di Oria, ritenuti infetti da Xylella fastidiosa, hanno espresso soddisfazione per il pronunciamento del Tar Lecce.

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