Ebbene si, era solo questione di tempo. Nel senso cronologico del termine, ovviamente, non climatico, sia chiaro.
La verità era a portata di mano, anzi di occhio, e nessuno ci aveva ancora pensato: il meteo devasta i campi con le bombe d’acqua e con grandinate da plotone di esecuzione? Le api stanno scomparendo? I suoli sono contaminati e i parassiti scorrazzano indisturbati fra un’inondazione e una siccità? La colpa è della “geoingegneria clandestina”. In altre parole, tutto quanto sopra accadrebbe a seguito di subdole e segretissime manipolazioni del clima planetario operate nell’alta atmosfera. Come? Ma è ovvio: tramite irrorazioni perniciose di metalli e veleni inenarrabili, rilasciati da aerei appositamente allestiti nella speranza che i poveri Umani scambino quelle scie tossiche per le banali scie di condenzazione note ormai dai tempi della Seconda Guerra Mondiale.
Aerei di chi, non si sa. Voluti da chi? Nemmeno. O meglio, c’è chi pensa di saperlo, ma forse confonde con la realtà qualche film di James Bond in cui il cattivone di turno pianifica il dominio del Mondo carezzando un meraviglioso gatto persiano bianco.
 
Ora, non paghi di aver addossato a losche e segretissime manovre militari le inondazioni in Sardegna del 2013, dopo aver vaticinato ogni tipo di disastro ambientale globale, gli “sciachimichisti” si mettono a dissertare anche di agricoltura. Meno male, perché eravamo tutti preoccupati - e anche un po’ impermaliti - da questa mancanza di attenzioni.
Finalmente, quindi, si parla anche di noi e del nostro settore. Questo è infatti quanto si può leggere sul sito Tankerenemy.com, vetrina su internet delle tesi del complottismo climatico che è noto appunto come teoria delle “scie chimiche”:
 
“[…] il settore primario è oggi gravemente compromesso, a causa dell’applicazione di norme assurde e soprattutto grazie a decenni di geoingegneria clandestina. Moria di api, contaminazione dei suoli, parassiti, piogge torrenziali e siccità ad hoc stanno falcidiando i raccolti, portando alla rovina agricoltori ed allevatori non ancora “convertitisi” all’agricoltura ed alla zootecnia industriali, magari tangenti con gli interessi delle aziende leader nel campo delle biotecnologie”.
 
Benissimo. Ora che è stata finalmente svelata l’origine di tutti i mali che attanagliano agricoltura e ambiente, sarà forse possibile che agli agricoltori non venga più attribuita ogni colpa di ciò che accade nel Mondo, dalle impennate dei casi di autismo in America, all’estinzione delle api (che a quanto pare tanto in via d’estinzione non sembrano affatto), ai cambiamenti climatici per le flatulenze bovine
 
Non resta ora che scoprire chi stia coordinando le migliaia di voli aerei che spargerebbero veleni sulle nostre teste. Perché la soddisfazione di vedere in faccia l’idiota che avvelena il proprio Pianeta e la propria famiglia, ce la si vorrà pur togliere, no?
 

Genesi di una bufala

 
Circa il reale significato del termine “geoingegneria”  altri hanno già scritto e quindi a loro si rimanda. 
Anche delle scie chimiche e della nascita di questa bufala è già stata data ampia e ironica descrizione in un piacevole articolo di Silvia Bencivelli. L’articolo su “La Stampa” è da leggersi con molta attenzione, meditando pure sul fatto che l’autrice del pezzo è stata poi a lungo minacciata e insultata da alcuni sostenitori di questa vena di complottismo aereo.
 
Quanto al sottoscritto, molto più umilmente, solo per aver inserito su Facebook un link del sito satirico Lercio.it, si è beccato una segnalazione per “nudo”. Quale era la foto? Un primo piano scattato in viaggio di nozze, con tanto di occhiali da sole.
Della serie: quando a un pazzo dici che è pazzo, capita che il pazzo si confermi tale e agisca di conseguenza, anche a costo di coprirsi di ridicolo con dispetti che lasciano il tempo che trovano.
Con buona pace proprio di chi quel “tempo” vaneggia vi siano cattivoni che lo vogliono cambiare.
 
E ora, finito l’angolo del buonumore, si ritorni a parlare dei problemi seri dell'agricoltura. Quelli che di tempo da perdere non ne hanno più, né in senso climatico, né tanto meno in senso cronologico.