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Icea leader in Italia nella certificazione bio

L'Istituto ha presentato a Firenze il proprio bilancio consuntivo, detenendo il primato con circa 13 mila aziende controllate

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Un fatturato aggregato di oltre 7 milioni di euro, un utile di quasi 21mila euro destinato a riserva e attività sociali, ma soprattutto il consolidamento della posizione di leader nel settore della certificazione biologica con circa 13mila aziende controllate tra food e non food, corrispondenti al 25% degli operatori biologici italiani certificati, e situazioni di assoluta preminenza in tutti i settori volontari e non food della certificazione bio.

Sono i dati emersi nell’ultima assemblea dei soci Icea, tenutasi a Firenze in occasione di Terra Futura, che ha approvato all’unanimità il bilancio consuntivo 2009.

“Una crescita costante - sottolinea il presidente Nino Paparella - dovuta anche a una serie di azioni messe in campo nel 2009: si pensi all’arrivo dei primi risultati di Cert Cost per il miglioramento dei sistemi europei di certificazione del biologico, al successo di iniziative come il BiolFish, destinato a diventare l’evento istituzionale pubblico più rilevante del settore della pesca e dell’acquacoltura, alla nuova iniziativa BiolMiel, al consolidarsi del Premio Biol con la rete mediterranea BiolMed, all’avvio del progetto Landemed sul verde bio, all’accordo per il nuovo schema di certificazione europeo Cosmos per i cosmetici e i detergenti naturali e biologici, all’insediamento del Tavolo Europeo su Agricoltura biologica e cambiamenti climatici, al rafforzarsi del lavoro del Tavolo Bio & Equo, alla realizzazione con la Cia della Giornata Nazionale del Biologico. A cui si aggiungono il potenziamento delle azioni promozionali per il settore, culminate nella realizzazione della giornata nazionale Icea-Ikea”. 

Il tutto rafforzando l’ottica sempre più internazionale dell’Istituto, consolidatasi con l’apertura di nuove iniziative e progetti all’estero: dalla Moldavia al Messico, dall’Ecuador alla Tunisia, per un’azione operativa condotta ad oggi in 24 Paesi.

Un lavoro a tutto campo, insomma, che nell’ottica dei valori della crescita sostenibile conta su 17 sedi territoriali, 300 tecnici ispettori e copre agricoltura biologica (con oltre 12mila aziende food certificate), prodotto tipico e qualità agroalimentare, controllo estero, cooperazione internazionale, ricerca e sviluppo, bioedilizia, tessile, cosmetica e detergenza, responsabilità sociale, formazione e aggiornamento del personale.

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