Dagli scarti del pioppo, l'energia elettrica

Un progetto di rilancio della pioppicoltura, a cura della Regione Piemonte

Questo articolo è stato pubblicato oltre 10 anni fa

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Fonte foto: 1ila

Energia elettrica dagli scarti delle piante di pioppo, oggi sprecati o utilizzati male, grazie alle centrali alimentate con biomasse. Il Piemonte progetta il rilancio della pioppicoltura, un settore con un fatturato di 1,6 miliardi di euro nell'intera filiera, dalla coltivazione al prodotto industriale.

A indicare le prospettive di sviluppo è stato un convegno, svoltosi il 2 ottobre su iniziativa della Regione, dell'Ipla (Istituto per le piante da legno e l'ambiente) e del CRA-PLF (Unità di ricerca per le produzioni legnose fuori foresta), durante il quale si è parlato delle possibilità del rilancio della pioppicoltura come alternativa alle colture tradizionali e come fonte di energia rinnovabile.

'Entro fine anno - ha ricordato l'assessore all'Agricoltura, Mino Taricco - saranno ultimati i quattro progetti per altrettante centrali alimentate a biomasse. E nuove opportunità per la pioppicoltura arrivano anche dal Piano di sviluppo rurale e dalla nuova legge forestale, oltre che dai più recenti indirizzi di politica agricola per la riduzione della colture eccedenti e per favorire imboschimenti e rimboschimenti'. Taricco ha inoltre annunciato l'attivazione e l'operatività a breve di una specifica Commissione regionale per la pioppicoltura, che coinvolgerà i produttori e gli operatori del comparto.

Dal mondo agricolo e della produzione è emersa la necessità di inquadrare la pioppicoltura nel settore agricolo e di puntare su qualità (sia tecnologica per l'industria del compensato, sia in termini di certificazione ambientale), ecosostenibilità e innovazione (con il miglioramento genetico). Il futuro della pioppicoltura risiede anche nell'affermazione di consolidate filiere agro-energetiche, oltre che nella sua efficacia nel contrastare il degrado del suolo e favorire la regimazione delle acque.

 

Approfondimento: le attività del CRA-PLF - Unità di ricerca per le produzioni legnose fuori foresta

Direttore - Giuseppe Nervo - Pagina web: http://www.populus.it

Unità di ricerca per le produzioni legnose fuori foresta.

Via Valle della Quistione, 27 - 00100 - ROMA - Tel: +39-06-61571001 - Fax: +39-06-61571030

E-mail: plf.rm@entecra.it

 

L'Unità di Ricerca per le produzioni legnose fuori foresta (CRA-PLF) svolge ricerche nel campo della pioppicoltura, e più in generale delle produzioni legnose fuori foresta per le utilizzazioni industriali (legno, carta, energia). Si occupa di genetica, miglioramento genetico (convenzionale e avanzato), selezione varietale, tecniche colturali, difesa e valutazione delle caratteristiche tecnologiche del legno e degli aspetti statistico-economici delle produzioni. Cura il mantenimento della biodiversità delle specie spontanee e delle cultivar. Sviluppa nuovi impieghi delle colture legnose a rapido accrescimento per la protezione delle acque di superficie dall'inquinamento, per la rinaturalizzazione e per la decontaminazione di aree inquinate da emissioni industriali (fitodepurazione e fitorisanamento). Collabora con il Centro di ricerca per la genomica e la postgenomica animale e vegetale per lo sviluppo di metodi di biologia molecolare da applicare al miglioramento genetico.

L'attività di ricerca è pianificata tramite progetti, nell'ambito dei quali vengono attivate collaborazioni con altri istituti nazionali ed esteri. Il CRA-PLF svolge inoltre attività di divulgazione, consulenza, assistenza tecnica e di formazione in favore di tecnici italiani e stranieri.

Ulteriori approfondimenti:

CRA-PLF Manuale operativo - Metodi di utilizzazione del pioppo

CRA-PLF La meccanizzazione delle imprese forestali della Regione Lazio
CRA-PLF Nozioni di base per la costituzione di microfiliere energetiche di autoconsumo.

Alcune banche dati:

FAO-IPC: Directory degli esperti sul pioppo e sul salice

FAO-IPC: Registro delle cultivar di Populus ssp.

EUFORGEN: Scattered Broadleaves Network

Fonte: Regione Piemonte

Speciale: Agroenergie

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