Pomodoro da industria, -15% la campagna 2018

Il crollo del trasformato spiegato dalla diminuzione delle superfici investite, -6% sul 2017, e dalle condizioni meteo che al Sud hanno pesantemente colpito le coltivazioni, riducendone le rese agrarie

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Secondo Anicav agli agricoltori sarebbero stati pagati prezzi più elevati per il pomodoro rispetto a quanto stabilito nei contratti
Fonte foto: © Anicav

E’ alle battute finali la campagna di trasformazione del pomodoro 2018 e dall’Anicav, Associazione nazionale industriali conserve alimentari vegetali, arriva la conferma: la produzione industriale di pomodoro trasformato per il 2018 sarà in netto calo rispetto al 2017, ben -15%. Il dato è in parte spiegato - come anticipato da AgroNotizie - dalle avversità atmosferiche - che in agosto hanno colpito il bacino del Centro Sud, in particolare il Nord Puglia. Ma i prezzi pagati agli agricoltori sarebbero stati, a detta dell'associazione degli industriali, più elevati di quelli previsti dai contratti.

Secondo l’Anicav la campagna si chiuderà con una riduzione delle produzioni, a livello nazionale, di circa il 15% rispetto al 2017. Al calo degli investimenti in ettari, -60.500 gli ettari complessivamente investiti a pomodoro da industria in Italia, con una riduzione del 6% rispetto al 2017, si sono aggiunte le avversità climatiche che, da metà agosto hanno interessato l’intero territorio nazionale incidendo in maniera significativa sulla resa agricola.

Particolari criticità si sono registrate nel bacino Centro Sud dove si è avuta la peggiore campagna degli ultimi dieci anni. Alle minori rese agricole è, infatti, corrisposto un significativo peggioramento delle rese industriali al fine di poter garantire gli standard qualitativi. Una situazione che porterà ad una minore produzione industriale di oltre il 20% rispetto allo scorso anno.

L’industria di trasformazione, inoltre, ha dovuto fare i conti con un incremento dei costi di produzione. “In particolare di quello del pomodoro fresco, avendo sostenuto gli agricoltori valorizzando in maniera evidente il prodotto in campo, andando ben oltre gli 87euro/tonnellata per il pomodoro tondo e i 97euro/tonnellata per il lungo previsti dai contratti" sostiene la nota Anicav, dove si sottolinea "prezzi contrattuali già considerati i più alti al mondo”. 

Resta l’esigenza prioritaria di assicurare un’attenta programmazione ed una condivisa pianificazione e una puntuale attività di monitoraggio che non sia solo appannaggio dell’industria ma che coinvolga tutte le parti della filiera.
Per questo sarà indispensabile - secondo Anicav - avviare una seria interlocuzione tra i diversi attori attraverso la definizione e la valorizzazione di una governance interprofessionale del pomodoro da industria che, oltre a favorire il processo d’integrazione di filiera valorizzando il prodotto, dovrà garantire il rispetto delle regole e degli accordi raggiunti. 

Dopo l’avvenuto riconoscimento ministeriale dell’Oi Pomodoro del Nord nel maggio 2017, la costituzione di un’Organizzazione interprofessionale anche per il bacino Centro Sud - la cui istanza di accreditamento, presentata a dicembre 2017, è stata positivamente istruita dal Mipaaf e dovrà essere approvata dalla Conferenza Stato Regioni nei prossimi giorni - andrebbe a completare il quadro dell’interprofessione del pomodoro da industria in Italia. A tal fine sarà necessario prevedere un coordinamento nazionale tra le due Oi per dare univocità al comparto.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: AgroNotizie

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Tag: prezzi maltempo accordo filiera

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