Negli ultimi anni, grazie alla forte domanda dell'industria dolciaria e alla recente crescita produttiva della Turchia, la coltura del nocciolo è tornata al centro di interessanti studi e applicazioni in Italia e nel mondo. L'Italia con una produzione di circa 100.000 tonnellate, è il secondo produttore mondiale di nocciole dopo la Turchia e la superficie coltivata ammonta a circa 70.000 ettari concentrati soprattutto in Campania, Lazio, Piemonte e Sicilia.

 

Sono 28.000 gli ettari che appartengono ad agricoltori iscritti a organizzazioni di produttori frutta a guscio.

 

Al valore della produzione lorda vendibile dobbiamo aggiungere il fatturato dell'indotto collegato e dell'industria di trasformazione, la quale, com'è noto, si colloca ai vertici mondiali grazie anche al fatto di poter contare su una materia prima nazionale di ottime caratteristiche qualitative e organolettiche. 

 

I vantaggi che l'irrigazione può portare, a carico dei potenziali produttivi sulla coltura del nocciolo, sono significativi e in alcune aree determinanti per poter contare su produzioni lorde vendibili il più possibile costanti nel tempo. 

 

L'impianto di un nuovo noccioleto è un'operazione alla quale va prestata particolare attenzione in quanto, in questa fase, si compiono scelte che potrebbero condizionare inevitabilmente l'intero ciclo produttivo ed economico del noccioleto. La scarsa produzione di alcuni noccioleti, le malattie derivanti da asfissia radicale, come il marciume radicale, sono la diretta conseguenza di lavori d'impianto mal eseguiti o di tecniche irrigue non razionali.

 

Per poter effettuare l'impianto di un noccioleto, il terreno va preparato in piena estate (luglio - agosto), quando è asciutto, mediante uno scasso profondo (anche 80- 90 cm). Questo è anche un periodo idoneo alla posa delle ali gocciolanti in subirrigazione, se si decide di praticare questa innovativa e razionale tecnica irrigua. 

 

La pianta del nocciolo, benché in grado di resistere alla carenza d'acqua, in caso di stress idrico reagisce riducendo la propria traspirazione con effetti negativi sulla produzione e sullo sviluppo dell'apparato fogliare, diminuendo la fotosintesi per chiusura degli stomi fogliari e limitando l'assimilazione dei nutrienti.

 

Soprattutto nel periodo che va da giugno ad agosto, ciò si ripercuote su produzione e resa alla sgusciatura: aspetto cruciale per le denominazioni di origine protetta, per cui è richiesto un elevato standard qualitativo del prodotto raccolto.

 

Se la pianta di nocciolo ha a disposizione una quantità adeguata di acqua tra i periodi di fioritura e formazione dell'embrione del frutto, si hanno invece ottimi risultati sotto il profilo organolettico, in termini qualitativi e per quanto riguarda il mantenimento costante della qualità nel tempo.

 

Per evitare stress idrici gravi, la coltura del nocciolo richiede almeno 800 mm di pioggia nel corso della stagione.

 

Specifici test realizzati da Netafim, grazie ai propri impianti irrigui in Piemonte e nel Lazio, hanno evidenziato nelle colture irrigate un'elevata diminuzione dei gusci vuoti e un incremento produttivo del 30%.

 

Una soluzione irrigua adatta all'apparato radicale del nocciolo è la posa di una sola ala nell'interfilare, sfruttando a pieno lo sviluppo superficiale delle radici che si spingono lontano dalla proiezione della chioma.

 

Dove sono invece presenti esigenze di raccolta o lavorazioni meccanizzate, è possibile l'utilizzo di ala gocciolante autocompensante posata in subirrigazione a 30/35 cm di profondità.

 

La realizzazione del sistema irriguo è ovviamente in funzione della tipologia di noccioleto e della sua età.

 

In impianti adulti Netafim propone una soluzione con ala in subirrigazione per un'irrigazione mirata al mantenimento dell'apparato radicale che la pianta ha costituito nel tempo.

 

Se invece l'impianto è di nuova realizzazione Netafim propone una soluzione a due fasi idonea ad un rapido attecchimento ed entrata in produzione del nocciolo.

 

Le principali soluzioni irrigue a goccia, adottate da Netafim in Italia, prevedono l'uso di ali gocciolanti capaci di durare molti anni e dotate di gocciolatori autocompensanti.

 

Sempre maggiori sono gli studi che le università, principalmente in Lazio e Piemonte, dedicano al ruolo dell'acqua e dell'irrigazione. Importante è anche il coinvolgimento delle industrie che hanno bisogno di materia prima (nocciole) da lavorare poiché l'Italia non riesce a coprire il fabbisogno crescente di questa importante risorsa alimentare. 

 

Netafim è presente sul territorio per supportare e sostenere lo sviluppo di questa importante coltura da reddito con particolare attenzione al delicato e importante ruolo che ha la disponibilità idrica sulla produzione di nocciole di qualità.


Irrigazione Netafim per il nocciolo - Scarica il pdf illustrativo