Agea lancia Criminal focus area, progetto per difendere l'agricoltura e l'ambiente

Ieri convegno a Caivano (Napoli), cittadina della Terra dei fuochi che sta sperimentando con successo la piattaforma che mette a disposizione dei comuni le ortofoto al fine di ottimizzare la pianificazione territoriale e la repressione degli ecoreati

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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I mutamenti dei suoli fotointerpretati, uniti alle informazioni in possesso degli enti locali, consentono di affinare le indagini sul territorio, buone per molti fini
Fonte foto: Agea

Si è svolto ieri mattina a Caivano (Napoli) il convegno divulgativo dedicato al progetto Criminal focus area, promosso da Agea, l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura, nell'ambito del Programma Pon Legalità. Un progetto - forte di un investimento di 49 milioni di euro, al 50% sostenuto da Agea - che consente alle pubbliche amministrazioni, a cominciare dai municipi, di utilizzare il vasto patrimonio di informazioni del Sian, di Agea e dell'Ispra per indagare meglio il territorio, con fini di pianificazione territoriale, miglioramento delle colture e gestione degli allevamenti, ma anche di repressione e prevenzione dei crimini ambientali legati al mondo dell'agricoltura. Perché assicurare la legalità è precondizione essenziale di sviluppo economico e crescita sociale.

"Agire sul piano della legalità nell'erogazione delle risorse pubbliche per Agea - ha commentato Gabriele Papa Pagliardini, direttore Agea - è da sempre una priorità, ora con la realizzazione di questo progetto, grazie ai finanziamenti europei previsti dal Pon Legalità, è stato possibile mettere a servizio delle forze di polizia, degli enti pubblici e degli enti locali gestori del territorio le più moderne tecnologie in materia di telerilevamento di fotointerpretazione del suolo che, attraverso la sovrapposizione delle foto aeree storicizzate, forniscono informazioni preziose sia per le attività di indagine che per le attività di gestione e monitoraggio del territorio".

"In questo caso - ha sottolineato Papa Pagliardini - la tecnologia è a supporto della prevenzione e repressione di importanti fenomeni criminosi come ad esempio l'interramento dei rifiuti ed il caporalato con l'intenzione di contribuire al ripristino della legalità in particolare nelle aree meno sviluppate e quindi più deboli del paese".

Il piano ha infatti l'obiettivo di contrastare i fenomeni criminali connessi alle attività produttive del settore agroalimentare attraverso supporti decisionali e l'utilizzo di un cruscotto informatico che rappresenta un innovativo strumento tecnologico di valutazione e controllo messo a disposizione delle amministrazioni locali e agli organi di controllo che si trovano nelle cinque regioni meno sviluppate parte del Programma Pon Legalità: Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria.

Amministrazioni locali e nazionali, strutture a finalità pubblica partecipate dai produttori, organi di polizia e controllo potranno così avvalersi di infrastrutture informatiche che, grazie alle immagini aerofotografiche ottenute volando ogni anno su un terzo del territorio italiano, registreranno e analizzeranno le variazioni quali-quantitative degli elementi potenzialmente indicativi di attività criminose come discariche abusive, sversamenti, baraccopoli collegate al caporalato, manufatti abusivi che ostacolano il corretto e sano sviluppo economico-sociale, identificando delle Criminal focus area da monitorare costantemente.

"Siamo lieti che Agea abbia scelto Caivano per presentare la piattaforma informatica e gli studi al pubblico e ci siamo subito resi disponibili ad ospitare l'evento - ha affermato Vincenzo Falco primo cittadino di Caivano - in quanto rappresenta uno dei 92 comuni tra Napoli e Caserta che rientrano nella terra interessata dai fenomeni dei roghi tossici. Da subito ho compreso il grande potenziale di questo progetto grazie a cui è possibile intraprendere un'interlocuzione attiva tra il patrimonio fotografico e la banca dati messa a disposizione da Agea e le informazioni in mano al Comune per identificare e indagare nel tempo le evoluzioni o involuzioni del nostro territorio sia in termini ambientali, sia urbanistici. Un segnale importante di conoscenza e controllo del territorio finalizzato a prevenire atti criminosi".

Grazie ad uno scambio di informazioni tra il Comune di Caivano e Agea è stata infatti effettuata un'analisi di dettaglio sulle Criminal focus area presenti sul territorio integrando a sistema le zone individuate nell'ambito del progetto con quelle indicate dal Comune e viceversa: il patrimonio ortografico a disposizione ha consentito infatti di individuare i punti critici presenti che sono, o che potrebbero essere, interessati da eventi criminosi, in base a precise analisi di correlazione e tra le varie condizioni del terreno e incidenza media di determinati fenomeni.

"Sulla base di questo cruscotto informativo vogliamo innescare una dinamica attività di ricerca - hanno sottolineato dall'Agea- con l'obiettivo di perfezionare il sistema, identificare nuovi scenari di rischio e sviluppare, grazie alla continua raccolta di dati e informazioni, correlazioni sempre più ampie per promuovere una cultura di sistemi di correlazioni basati principalmente su dati ambientali fisici, piuttosto che antropici".

"Un progetto pilota quello di Caivano - ha aggiunto Mario Morcone, assessore alla Legalità, sicurezza e immigrazione della Regione Campania - utile e applicabile a tutti i comuni, che rappresenta un inedito e importante passo in avanti nella lotta alla criminalità anche in ambito agricolo per uno sviluppo economico e sociale sempre più libero dalle logiche e dalle dinamiche dell'illegalità".

Per quanto riguarda gli aspetti di monitoraggio e pianificazione del territorio, nell'ambito del convegno è emerso anche come il cruscotto di Criminal focus area, ben si presta a meglio indagare realtà come il reale inquinamento da nitrati di origine agricola dei terreni e delle falde sottostanti, problema molto sentito in Campania in questo momento. Ma grazie alla mole di dati georiferiti presenti nei fascicoli aziendali, può assicurare un monitoraggio reale nel campo della tracciabilità e rintracciabilità di filiera.

Al termine dei lavori, la direttrice del progetto, Silvia Lorenzini, a capo dell'area di coordinamento di Agea, ha sottolineato: "In futuro, con l'aggiornamento delle ortofoto da satellite e con sistemi di intelligenza artificiale nella elaborazione geometrica delle immagini, lo strumento sarà ancora più efficace e metterà a disposizione di tutte le amministrazioni interessate dati importantissimi, utili anche per gestire in tempo reale quelle che saranno le necessarie risposte che occorrerà fornire sul raggiungimento degli obiettivi ambientali della nuova Pac".

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