Sud, sul Recovery plan 352 milioni per l'irrigazione

A Potenza il 9 luglio scorso durante il convegno "Basilicata 2050-Terra & acqua" rilanciata la necessità di ammodernare il comparto. Su 880 milioni messi a disposizione dal Piano, il 40% delle risorse tocca al Sud

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Ora tocca alle regioni presentare entro settembre i progetti cantierabili al Mipaaf
Fonte foto: Eipli - Ente per lo sviluppo dell’irrigazione e la trasformazione fondiaria in Puglia, Lucania e Irpinia

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza mette a disposizione 880 milioni di euro per la resilienza dell'agrosistema irriguo. Fondi che, sommati ai 440 milioni di euro inseriti nella legge di Bilancio, portano ad oltre 1,3 miliardi di euro l'ammontare a disposizione per far sì che la gestione dell'acqua diventi virtuosa, efficiente e sostenibile. E se il 40% delle risorse del Pnrr sono a disposizione del Mezzogiorno, ben 352 milioni, le regioni devono fare presto per selezionare i progetti cantierabili: hanno tempo fino a settembre. È quanto emerso il 9 luglio scorso a Potenza durante il convegno "Basilicata 2050-Terra & acqua" dove sono state illustrate le potenzialità del Recovery plan per il settore irriguo da ministero delle Politiche agricole, Anbi e Crea.

Tra i relatori Giuseppe L'Abbate, deputato M5S già sottosegretario alle Politiche agricole del Governo Conte II, ha ribadito l'importanza di cogliere le opportunità del Piano, "un'occasione unica per il rilancio del nostro Paese, per creare valore aggiunto e produttività per le nostre imprese e quindi reddito e posti di lavoro".

Ad illustrare i contenuti dedicati all'agricoltura presenti nel Pnrr, che complessivamente ammontano a oltre 8 miliardi di euro, è stato Giuseppe Blasi, capo dipartimento Mipaaf, il quale ha ribadito la necessità di "far sì che le risorse vengano spese entro il 2026 e che ciò avvenga in maniera ottimale".

Il direttore dell'Anbi nazionale, Massimo Gargano, ha messo l'accento, invece, sulla fondamentale "collaborazione istituzionale, necessaria per velocizzare la realizzazione concreta dei progetti che dovranno essere presentati entro settembre", richiamando la Regione Basilicata alle proprie responsabilità. "Produttività si crea se hai l'acqua e la sai gestire - ha aggiunto Gargano - sia per finalità umane sia per irrigazione sia per produrre energia pulita idroelettrica".

Per il direttore del Crea, Stefano Vaccari, il "Pnrr è un progetto di modernizzazione del Paese che non si vedeva dagli anni Sessanta. Il Crea offre strumenti, numeri, analisi e soluzioni tecniche, ma le regioni devono avere una feroce dedizione all'impresa agricola, con i servizi di assistenza tecnica che devono necessariamente sanare il gap di competitività".

A trarre le conclusioni, infine, il presidente della Commissione agricoltura della Camera dei deputati Filippo Gallinella, che ha ricordato l'importanza di rimboccarsi le maniche per "garantire, tramite le risorse del Pnrr, che l'Italia agroalimentare possa mantenere e migliorare la propria posizione di leadership nel mondo".

"La Basilicata non può permettersi di perdere questa cruciale occasione per il suo futuro: solo attraverso un sapiente uso delle risorse idriche, infatti, potremo dare valore aggiunto agli sforzi dei nostri imprenditori agricoli, in grado di realizzare prodotti di eccellenza, ma che dobbiamo sostenere per migliorare la loro redditività e aumentarne il valore fondiario". È quanto dichiarato dal deputato lucano Luciano Cillis a margine dell'incontro.

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Fonte: AgroNotizie

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Tag: irrigazione acqua politica agricola consorzi di bonifica politiche regionali

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