Psr Puglia, in poche ore si scatena una tempesta perfetta

Il Tar Puglia di Bari cambia orientamento e annulla la graduatoria dell'operazione 4.1a ordinandone il ricalcolo per tutti i 3212 progetti. Agea registra un avanzamento della spesa lento e Confagricoltura Puglia chiede una svolta sul programma

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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E il Piano di rigenerazione olivicola della Puglia - da attuare con il Psr - è ancora fermo alla Corte dei conti
Fonte foto: © Wolfilser - Fotolia

In poche ore sul Programma di sviluppo rurale della Puglia 2014-2020 si è scatenata una tempesta perfetta: l'11 maggio Agea registra che la spesa avanza poco ad aprile rispetto alle necessità. E l'indomani il Tribunale amministrativo regionale della Puglia di Bari annulla la graduatoria dell’operazione 4.1 a sugli investimenti delle imprese agricole. Perché cambia orientamento giurisprudenziale sulle modalità con le quali effettuare le verifiche sugli incrementi dell'indicatore di reddittività aziendale. E - sempre ieri - Confagricoltura Puglia torna a chiedere immediatamente una svolta e la convocazione del un tavolo del partenariato socioeconomico su Psr, per velocizzare la spesa anche in funzione anti crisi da Covid-19 e per ridare slancio al Piano straordinario di rigenerazione olivicola della Puglia.
 

La sentenza del Tar e le deduzioni di Regione Puglia

Il Tar Bari, con la sentenza n. 659 pubblicata ieri, 12 maggio 2019, accogliendo il ricorso di alcune imprese agricole ha annullato la graduatoria emanata ad aprile 2019 dei progetti candidati al finanziamento con la Operazione 4.1.a del Psr Puglia 2014-2020, la misura che cofinanzia gli investimenti delle imprese agricole.

In merito, il direttore del dipartimento Agricoltura Gianluca Nardone e l’Autorità di gestione Rosa Fiore dichiarano: “È importante ricordare che la graduatoria annullata era stata determinata dalla Regione, in sostituzione della precedente del novembre 2017, sulla base di verifiche operate in attuazione di quanto disposto dalle ordinanze del settembre 2018 emanate dello stesso Tar Bari nell’ambito di un precedente ricorso. La graduatoria annullata, tra l’altro, era stata 'legittimata' dallo stesso Tar con una successiva sentenza sulla parallela sottomisura 6.1”. 

Su tanto si registra anche una ulteriore conferma della legittimità della graduatoria annullata ieri, contenuta in un atto preciso proprio del Tar Bari proprio sulla Operazione 4.1a.
 
La sentenza di ieri impone alla Regione Puglia la verifica del dato dichiarato dalle imprese relativo all’incremento di reddito (oggetto del ricorso) per tutti i 3.212 progetti presentati"diversamente da quanto indicato dalle citate ordinanze del 2018 che limitavano l’accertamento a soli 764 progetti, con conseguente rideterminazione della graduatoria" sottolineano ancora Nardone e Fiore, che precisano - E' opportuno chiarire che la sentenza non avrà conseguenze per coloro a cui sono stati già concessi i finanziamenti”.

“La Regione Puglia, pienamente consapevole della importanza di sostenere le imprese agricole pugliesi, ancora più in questa delicatissima fase della vita economica e sociale del mondo intero, e della assoluta necessità di superare l’impasse su questo fondamentale strumento di finanziamento, darà immediata attuazione alla sentenza del Tar" aggiungono.

L’Autorità di gestione del Psr sta già provvedendo ad una riorganizzazione delle risorse umane disponibili per poter far fronte a questo ulteriore impegno con la massima celerità.

“Al contempo però - concludono Nardone e Fiore - si sta valutando  – senza alcun pregiudizio per gli agricoltori già ammessi a finanziamento e prossimi alla ammissione – di appellare la sentenza al Consiglio di Stato, per ottenere una pronuncia definitiva”.
 

Confagricoltura Puglia, preoccupanti ritardi su Psr

Secondo il direttivo di Confagricoltura Puglia – tenutosi ieri a Bari - su crisi da Covid-19 e Psr, la Regione Puglia starebbe accumulando “ritardi preoccupanti”. Lo ha reso noto ieri l’organizzazione agricola, con una lunga nota stampa, che chiude anche con un riferimento all’ormai annosa questione del Piano straordinario per la rigenerazione dell’olivicoltura da 300 milioni, e da implementare con lo strumento del Psr, fermo ancora però alla Corte dei Conti.

“L’assenza di risposte da parte della Regione Puglia sul Psr sarebbe grave in tempi normali, oggi in clima di emergenza coronavirus è un ritardo da considerarsi gravissimo" ha affermato il presidente di Confagricoltura Puglia Luca Lazzàro.

“A inizio di maggio – ha detto Lazzàro - abbiamo sollecitato la convocazione del tavolo del partenariato socio economico per discutere sulle attività della Regione e sulle novità che arrivano da Bruxelles in merito al Psr, proprio perché consapevoli che le lungaggini sarebbero ricadute dolorosamente sugli agricoltori che oggi attendono un aiuto per ripartire”.

Il Psr Puglia ha una dotazione finanziaria di oltre 1.616,7 milioni di euro, cofinanziato dal Fondo europeo per l'agricoltura e lo sviluppo rurale per oltre 978,1 milioni di euro. Ma l'avanzamento di spesa del programma al 30 aprile 2020 – secondo Agea - è ancora attestato al 31,26%, e restano da spendere quasi 1.111,3 milioni. Nel mese di aprile risultano spesi meno di 10 milioni di euro. Intanto, la Commissione Ue ha accolto a febbraio scorso la richiesta di deroga della Regione Puglia sul disimpegno automatico dei fondi comunitari. Alzando però l'asticella della spesa in conto Feasr da effettuare entro il 31 dicembre prossimo a oltre 197,6 milioni di euro, obiettivo da raggiungere con un totale di spesa pubblica di ben 326,6 milioni di euro a fine anno.

“Questo contesto recessivo per l’agroalimentare pugliese, che tuttavia non si discosta da quello nazionale, è aggravato dal blocco a livello mondiale del canale Horeca. Anche sul mercato interno – ha evidenziato - l’elemento negativo più evidente per la domanda di generi agroalimentari è il blocco del canale Horeca e l’azzeramento dei flussi turistici”.

Le imprese più colpite sono quelle di gamma più alta (si pensi al vino) ma anche alcune realtà legate al territorio, alla ristorazione locale, gli agriturismi.

“Per il mondo imprenditoriale agricolo regionale – ha concluso il presidente di Confagricoltura Puglia - è urgente e non procrastinabile che la Regione apra i tavoli per dare risposte sul Psr, sui passaggi tecnici per gli aiuti ai settori florovivaistico e lattiero e sull’avanzamento del Piano straordinario per la rigenerazione olivicola della Puglia che destina, tra il 2020 e 2021, 300 milioni di euro al Salento, zona già impoverita dall’emergenza Xylella fastidiosa”.
 

Regione Puglia, aspettando l'operatività del Piano straordinario per la Xylella

Al momento, come noto, Regione Puglia ha già varato aiuti extra Psr verso i settori florovivaistico e lattiero-caseario.

Ma è ancor più complessa la vicenda del Piano straordinario per la rigenerazione olivicola della Puglia, che va implementato con lo strumento del Psr Puglia. E’ contenuto nel decreto interministeriale di Politiche agricole, ministero per il Sud e ministero per lo Sviluppo economico dell’8 marzo 2019, recante norme  di attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 8 quater della legge 21 maggio 2019 numero 44.

Risulta trasmesso l'8 marzo 2020 dal ministero delle Politiche agricole alimentari, pervenuto alla Corte dei conti il 13 dello stesso mese e registrato il 17 aprile. E ad oggi non ha ancora ricevuto il parere di legittimità dalla Corte, pertanto non è ancora operativo.

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Fonte: AgroNotizie

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Tag: psr Xylella fastidiosa politica agricola bandi Psr politiche regionali

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