Politica agricola comune, slitta l'entrata in vigore?

La Commissione Agricoltura ha proposto che l'entrata in vigore della nuova Pac sia spostata dal 2021 al 2023 ed ha chiesto un fondo extra da oltre 400 milioni per far fronte alla crisi da coronavirus. Ora la palla passa al Consiglio Ue

Alessio Pisanò di Alessio Pisanò

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Nel frattempo gli eurodeputati hanno approvato tutta una serie di misure per coprire il periodo di transizione (Foto di archivio)
Fonte foto: © jackfrog - Adobe Stock

Nuova Pac 2021-2027: la Commissione Agricoltura del Parlamento europeo chiede un periodo transitorio fino al 2023. Tra le misure 'ponte', chiesto lo stop ai tagli della Pac, l'estensione dei pagamenti diretti agli agricoltori e per lo sviluppo rurale. Chiesto inoltre un fondo extra da oltre 400 milioni per far fronte alla crisi scatenata dal coronavirus. Si cerca un accordo coi ministri dell'Agricoltura nazionali entro il prossimo 30 giugno.


La richiesta della Commissione Agricoltura

Alla luce della crisi del settore causata dal coronavirus in tutta Europa, la Commissione Agricoltura del Parlamento europeo (Comagri) chiede che l'entrata in vigore della nuova Pac sia spostata dal 2021 al 2023 se entro il 30 ottobre 2020 non sarà trovato un accordo sul bilancio pluriennale Ue 2021-2027 e se i punti principali della riforma della Pac non saranno già definiti.

Nel frattempo gli eurodeputati hanno approvato tutta una serie di misure per coprire il periodo di transizione in attesa che la nuova Pac sia definitivamente approvata. La Comagri aveva già approvato una proposta con misure transitorie lo scorso 30 marzo 2020.


Rimandare la nuova Pac al 2023

Visti i ritardi nella definizione del bilancio Ue per i prossimi sette anni - i Governi nazionali non hanno trovato un accordo a febbraio 2020 - la Commissione europea aveva proposto alla fine del 2019 di rimandare di un anno l'entrata in vigore della nuova Pac, dal 2021 al 2022. Alla luce della recente situazione di crisi e del ritardo anche per quanto riguarda la definizione della nuova Pac 2021-2017, la Comagri propone un posticipo di un altro anno se bilancio Ue e nuova Pac non saranno approvati entro fine ottobre 2020.


Pagamenti diretti

La proposta prevede l'estensione fino al 2021 dei pagamenti diretti assegnati agli agricoltori prima del primo gennaio 2020. Gli Stati membri, inoltre, dovrebbero ridurre i pagamenti superiori a 150mila euro di almeno il 5% secondo la regola della "degressività". Ovvero la modulazione degli aiuti diretti a favore del Secondo pilastro viene eliminata e sostituita da una riduzione obbligatoria dei pagamenti di base a partire appunto da 150mila euro.

Possibilità di trasferire risorse dai pagamenti diretti allo sviluppo rurale fino al 15% del limite annuale nazionale stabilito per i pagamenti diretti.

Tabella - pagamenti diretti
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Sviluppo rurale

La Comagri propone la proroga al 2021 dei fondi previsti per i Programmi dello sviluppo rurale per il 2014-2020 per quei paesi che rischiano di rimanere senza risorse a disposizione. Almeno il 30% di questi finanziamenti dovrebbe essere destinato a misure ambientali e climatiche. È prevista una clausola speciale per quegli Stati membri che decidono di non prolungare tali fondi, le cui assegnazioni per il 2021 verrebbe assegnate dal 2022 al 2025.


Misure specifiche per settori

Per l'olio di oliva e le olive da tavola i programmi previsti dal primo aprile 2018 ad aprile 2020 sono prorogati fino al 31 dicembre 2021. Per quanto riguarda il settore ortofrutticolo, i programmi oltre il 2021 possono essere modificati o riscritti secondo il nuovo piano strategico per la Pac. I regimi di aiuti per il settore vitivinicolo sono prorogati fino al 15 ottobre 2023, per il settore dell'apicoltura fino al 31 luglio 2022.


Fondi aggiuntivi di aiuto per gli agricoltori

Gli eurodeputati della Comagri chiedono anche un fondo anti-crisi di oltre 400 milioni di euro, oltre la normale dotazione finanziaria per aiutare agricoltori e aziende agricole colpite dalla crisi. Soldi da essere derogati secondo criteri indipendenti.


No ai tagli alla Pac

Gli eurodeputati rinnovano anche la loro opposizione ad ogni tipo di taglio alla nuova Pac e, per quanto riguarda il periodo transitorio, chiedono che i tetti di spesa della Pac per questo periodo restino quelli del 2020, mettendo in questo modo gli agricoltori al riparo dai tagli proposti dalla Commissione europea per il periodo finanziario post 2020.


Prossimi passaggi

La proposta della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, e tutte le misure transitorie, deve essere adesso negoziata con il Consiglio Ue (ministri dell'Agricoltura dei 27 paesi membri), con l'obiettivo di arrivare a un accordo entro il 30 giugno 2020.


Paolo De Castro: "Più tempo per lavorare a una Pac migliore"

Paolo De Castro, eurodeputato Pd e membro della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, considera questo periodo transitorio "un maggiore margine temporale per correggere gli elementi di contrasto già individuati nella proposta di riforma della Pac presentata dalla Commissione europea".
 
In collaborazione con Serena Mazzurana

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