Nutriscore, il sistema di etichettatura della discordia

Nato in Francia e adottato da Germania, Belgio e Paesi Bassi, ha scatenato delle polemiche in Italia. Guarda le videointerviste raccolte da AgroNotizie

Alessio Pisanò di Alessio Pisanò

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Serge Hercberg, professore alla Facoltà di Medicina dell'Università 13 di Parigi, è il padre del Nutriscore
Fonte foto: © amine1976 - Adobe Stock

Nutriscore, l'etichetta alimentare a semaforo che fa tremare il made In Italy a tavola. Nato in Francia, adottato da Germania, Belgio e Paesi Bassi, rischia di diventare uno standard europeo. Ecco come funziona nel dettaglio.
Serge Hercberg, padre del Nutriscore, lo difende: "Non fa altro che tradurre in modo semplice informazioni già presenti in etichetta". Ma l'Italia insorge: nessuna indicazione sui reali consumi, meglio un sistema "a batteria".


È un logo nutrizionale

Il Nutriscore è un logo pensato e progettato da esperti francesi per essere esposto sulla parte anteriore delle confezioni alimentari. Esso mostra la qualità nutrizionale dei prodotti alimentari con un punteggio dalla A alla E e contrassegnato dai colori verde, giallo e rosso. Secondo Santé publique France - agenzia nazionale per la salute pubblica, che ha dato il via agli studi - il calcolo del punteggio viene effettuato su 100 grammi di prodotto mettendo in rapporto tre nutrimenti da promuovere - prima di tutto frutta, verdura, legumi, noci e colza, olii di noci e di oliva, poi proteine infine fibre - e quattro da limitare - iper calorie, zuccheri, sodio (sale), acidi grassi saturi.
 

Hercberg: "Informazioni già presenti in etichetta"

"L'idea è quella di riprendere le attuali tabelle numeriche, che al momento sono incomprensibili ai consumatori, e di trasformale in un indicatore unico, semplice, e intuitivo", fa sapere in una conferenza stampa organizzata al Parlamento europeo Serge Hercberg, padre del logo Nutriscore e professore alla Facoltà di Medicina dell'Università 13 di Parigi. L'iniziativa nasce dalla necessità di contrastare i "molteplici problemi di sanità pubblica, a livello europeo, a causa di malattie croniche dovute alla nutrizione" dichiara ancora Hercberg. Per quanto riguarda la polemica della classificazione peggiore dell'olio di oliva rispetto alla Coca Cola Light, Hercberg risponde che "si tratta di un confronto che non ha senso" perché "bisogna confrontare i prodotti della stessa categoria, ad esempio l'olio d'oliva e gli olii di semi e in questa categoria l'olio d'oliva risulta il prodotto più sano".

Nutriscore
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Nutriscore nasce in Francia

Serge Hercberg, Pilar Galan, Manon Egnell, Chantal Julia e Mathilde Touvier sono i ricercatori universitari dell'Università 13 di Parigi che hanno sviluppato l'iniziativa di informazione Nutriscore. Sono anche legati al gruppo di ricerca in epidemiologia nutrizionale (Eren), del Centro di ricerca in epidemiologia e statistica, ma anche legati all'Istituto francese per la salute e la ricerca medica (Inserm), all'Istituto nazionale di ricerca agronomica (Inra) e al Conservatorio nazionale di arti e mestieri (Cnam). Successivamente, tra il 2017 e il 2019, il Nutriscore è stato adottato anche da Belgio, Spagna, Germania e Paesi Bassi.


Nutriscore, come funziona

Il punteggio viene calcolato usando i dati della dichiarazione nutrizionale obbligatoria già presente sul retro delle etichette degli alimenti - calorie, grasso, acidi grassi saturi, carboidrati, zuccheri, proteine, sale (mg), fibra - e facoltativa (in conformità con l'articolo 30 del regolamento Inco n. 1169/2011) su 100 grammi del prodotto, informa il sito ufficiale della Sanità pubblica francese.

I punti positivi corrispondono a componenti "meno salutari", dei quali è sconsigliato un eccesso, e i punti negativi corrispondono a componenti "più salutari", dei quali è consigliato il consumo. Vengono assegnati da zero a dieci punti per i componenti "sconsigliati" (massimo +40), e da zero a cinque punti per i componenti "consigliati" (massimo -15). Il punteggio complessivo per un alimento si ottiene sottraendo il numero totale di punti favorevoli dal numero totale di punti sfavorevoli.

Elementi - Nutriscore
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Nel dettaglio, ecco come viene calcolato il punteggio di un alimento:
  • Se i punti positivi sono inferiori ad undici si sottrae a quella cifra il punteggio complessivo dei componenti "salutari".
  • Se i punti positivi sono uguali o superiori a undici e il totale di "frutta, verdura, legumi, noci e semi di colza, noci e olii di oliva" è maggiore o uguale a cinque, al punteggio positivo si sottrae il punteggio negativo complessivo.
  • Se i punti positivi sono uguali o superiori a undici e il totale di "frutta, verdura, legumi, noci e semi di colza, noci e olii di oliva" è inferiore a cinque, al punteggio positivo si sottrae anche il punteggio delle fibre, senza tenere conto delle proteine.

Punteggio - Nutriscore
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La rivolta del made In Italy

Il Nutriscore ha scatenato non poche polemiche in Italia, dal momento che viene accusato di bocciare la dieta mediterranea in quanto classifica negativamente alimenti come il pecorino romano, il gorgonzola, il prosciutto San Daniele e l'olio d'oliva.

Paolo De Castro, eurodeputato Pd e membro della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo parla di un'indicazione fallace in quanto non prende in considerazione la reale quantità consumata di un prodotto e contrappone un'etichettatura cosiddetta "a batteria" proposta dall'Italia.
 
 

Contrario al Nutriscore anche Herbert Dorfmann, eurodeputato del Ppe e membro della Commissione Agricoltura, il quale sostiene che un simile sistema non fa altro che premiare i prodotti industriali progettati in laboratorio, i cui componenti possono essere modificati o aggiustati soltanto togliendo dello zucchero e sostituendolo con un altro dolcificante.
 
 
In collaborazione con Vittoria Protti

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: unione europea video etichettatura made in italy cibo e alimentazione

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