Pasta di Gragnano, ora c'è il Consorzio di tutela ufficiale

Assegnate al Consorzio Gragnano Città della Pasta le funzioni di tutela e vigilanza. Nuovo impulso all'attività dei 14 pastifici che producono un milione di quintali di pasta Igp, per un fatturato da 300 milioni l'anno

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Il 75% della produzione di Pasta di Gragnano viene esportata in tutto il mondo

Il Consorzio Gragnano Città della Pasta, con la pubblicazione del decreto di riconoscimento del ministro per le Politiche agricole sulla Gazzetta Ufficiale del 18 gennaio 2019, forte di 14 produttori soci, diventa formalmente il Consorzio di tutela per la Pasta di Gragnano Igp ed ottiene un nuovo strumento per far crescere ancora di più una realtà produttiva unica nel suo genere: in un territorio di meno di 15 chilometri quadrati vengono realizzati ogni giorno 3.500 quintali di pasta Igp, pari a un milione di quintali l’anno, di cui più del 75% destinati all'export. Il tutto per un valore del fatturato di circa 300 milioni di euro.

Le aziende molitorie e i pastifici di Gragnano da sempre rappresentano un mercato di sbocco per le produzioni di grano duro fino della Puglia e delle province campane di Avellino e Benevento, oltre ad essere un importante polo di importazione di grani duri e semole provenienti dall'estero.

Il boom dei prodotti italiani degli ultimi anni ha visto il Consorzio segnare un aumento del fatturato dei pastifici soci del 7,2% nel biennio 2016-2017, con un trend positivo continuato anche nel 2018. Dati che mettono oggi Gragnano all'undicesimo posto tra le Dop e le Igp nazionali, a valore.

“Un successo che poggia anche sulla singolare struttura imprenditoriale del luogo: i 300 milioni di fatturato totale dei soci del Consorzio Gragnano Città della Pasta si ripartiscono tra piccole realtà artigianali e top player del mercato – recita una nota stampa del neo riconosciuto Consorzio di tutela - uniti nel difendere i valori dell'artigianalità e della tradizione, oggi codificati nel severo disciplinare Igp che protegge una produzione legata a questo luogo fin dal XVI secolo”.

A Gragnano l'impasto della semola di grano duro e l'acqua della falda acquifera locale diventano la Pasta di Gragnano Igp: e da qui sono partite tutte le principali innovazioni dell'industria nazionale a cominciare proprio dalle celebri trafile di bronzo. "La pubblicazione in Gazzetta che riconosce ufficialmente il Consorzio darà nuovo impulso alla nostra attività – ha dichiarato Massimo Menna, presidente del Consorzio – Questo importante risultato è un grande stimolo a lavorare sempre di più per la valorizzazione della pasta di Gragnano e della città della pasta sia in Italia che all'estero".

Il Consorzio nel 2003 realizzò la prima unione tra le aziende storiche, eredi dei primi pastifici di 500 anni fa, e nel 2013 ottenne il conferimento dell'indicazione geografica protetta. Dopo aver ottenuto il titolo di consorzio di promozione nel 2018, i soci avviano l'iter per lo step successivo: l'attribuzione delle funzioni di tutela e vigilanza. Funzioni, peraltro, non solo già svolte dai produttori vigilando su tutta la filiera, ma anche riconosciute dallo stesso Mipaaft. Nel novembre del 2018 il Csqa Certificazioni ha ottenuto dal Mipaaft l'autorizzazione a esercitare i controlli di conformità finalizzati alla certificazione di prodotto, con un incremento sia delle attività ispettive che di verifica della qualità.

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Fonte: Consorzio Gragnano Città della Pasta

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Tag: cerealicoltura import/export made in italy pasta

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