Vinitaly, c'è un Sud che sta investendo sul vino

Se la Puglia è una regione grande e con una produzione che le consente ormai di guardare ai mercati dell'Asia, quelle più piccole come Molise e Basilicata guardano fiduciose ai mercati Usa e a quelli europei, con un occhio di riguardo a Russia e paesi dell'Est

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Al Vinitaly presentate le eccellenze regionali di tutto il Sud
Fonte foto: © Confagricoltura Taranto

Il Mezzogiorno d'Italia ha dispiegato in questa 58° edizione del Vinitaly quanto di meglio in fatto di produzione enologica grazie al contributo delle Regioni ed i loro enti di promozione per intercettare sempre nuova clientela internazionale, a partire dal Paese obiettivo di quest'anno: gli Usa.
E se regioni affermate come la Puglia già esportano da tempo verso la sponda occidentale dell'Oceano Atlantico, anche regioni con piccole e pregiate produzioni – come il Molise – hanno colto l'occasione offerta dalla kermesse scaligera.


Molise, la Tintilia per conquistare gli Usa

La Regione Molise ha schierato nel suo stand collettivo regionale da circa 300 metri quadrati ben 20 aziende vitivinicole, che grazie all'allestimento dell'Azienda regionale per lo sviluppo agricolo, rurale e della pesca ha potuto contare, per il secondo anno consecutivo, sul progetto "Promozione Molise" finanziato dal Programma di sviluppo rurale Molise 2014 – 2020.

Grazie alla collaborazione di Onav Molise i vini – con la Doc Tintilia in testa – sono stati presentati a buyer provenienti dal Nord America, dalla Russia e dalla Germania.


Puglia, è ora di guardare ai mercati asiatici

Accanto al piccolo Molise la grande Puglia, regione da 10 milioni di ettolitri prodotti nel 2016, che ha schierato a Verona ben 150 aziende vitivinicole, di queste 25 si sono presentate con propri stand posti al di fuori della collettiva regionale: "Un settore vitale e solido che, nonostante le condizioni climatiche avverse dell'ultima campagna vitivinicola 2017, riconferma una produzione qualitativamente elevata e un valore dell'export in crescita" ha commentato l'assessore alle risorse agroalimentari Leonardo di Gioia.

"A Verona mettiamo in mostra le nostre eccellenze vitivinicole – ha affermato ancora di Gioia, sottolineando - sono cresciuti, grazie alle misure dell'Ocm Vino, nell'ultimo biennio 2015 - 2017, gli interventi per il rinnovamento degli impianti aziendali ed in promozione del vino pugliese sui mercati dei Paesi terzi. Per la campagna 2016 - 2017 sono circa 23 i milioni di euro stanziati e completamente assorbiti dal comparto vitivinicolo pugliese e che confermano un ruolo della Puglia da protagonista sul panorama nazionale. Deteniamo la qualità ma servono ulteriori sforzi e investimenti in aggregazione sì da conquistare mercati forti e competitivi, come quelli asiatici".


Basilicata, l'aggregazione funziona

E non poteva mancare la Basilicata: per il terzo anno consecutivo, la regione ha segnato la sua presenza con ben 5 tra associazioni temporanee di impresa e Consorzi e 45 aziende vinicole.
Ma soprattutto la Basilicata ha potuto contare sulla qualità dei suoi prodotti, veicolo di promozione dell'intero territorio, puntando sull'aggregazione e sul fare rete e presentandosi a Verona con le sue cinque punte di diamante: le 4 Doc - Grottino di Roccanova, Matera, Terre dell'Alta Val d'Agri e Aglianico del Vulture, e la Docg Aglianico del Vulture Superiore.

E sin dalla prima giornata ha lanciato il progetto "Incoming", presentazione dei vini lucani ad operatori stranieri. I buyer che hanno visitato gli stand di BereBasilicata hanno provenienze diverse: Nord Europa, Est Europa e America del Nord.

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Fonte: AgroNotizie

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Tag: vino import/export vinitaly vitivinicoltura aggregazione

Temi caldi: Vinitaly 2018

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