Psr Sardegna: bando giovani chiuso da 10 mesi, ma niente si muove

Domani la protesta di Coldiretti a Cagliari: i giovani agricoltori saranno in corteo simbolicamente con una valigia in mano, a voler significare che la burocrazia li costringe a partire come emigranti

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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A dieci mesi dalla chiusura del bando giovani del Psr Sardegna 2014-2020, ancora nessun premio è stato assegnato
Fonte foto: © hramovnick - Fotolia

I giovani agricoltori di Coldiretti Sardegna domani mattina, 21 febbraio 2018, si incontreranno in piazza del Carmine a Cagliari per protestare contro i ritardi del bando giovani del Programma di sviluppo rurale Sardegna 2014–2020: una vicenda iniziata nel 2016 e che ad oggi non ha finanziato nessun progetto e non ha portato alla corresponsione di nessun premio per il primo insediamento.
 
I giovani si porteranno in direzione di Argea e del Consiglio regionale, ritenuti responsabili del "mostro" primo insediamento che sta disilludendo la nuova generazione di agricoltori e allevatori sardi “costringendoli ad abbandonare i progetti agricoli e la propria terra " è scritto in una nota di Coldiretti Sardegna. E per sottolineare questo aspetto “Si presenteranno con la valigia in mano, simbolo di una generazione nella quale possibili imprenditori agricoli si potrebbero trasformare in emigranti causa burocrazia" continua la nota di Coldiretti.
 
"In questi due palazzi – spiega il presidente regionale dei Giovani Coldiretti, Angelo Cabigliera - si sono fermati i sogni di oltre 3200 giovani che dieci mesi fa hanno risposto al bando a tempo del primo insediamento semplice e pacchetto giovani. Ma domani ci saranno anche quei giovani che aspettano invano la pubblicazione del nuovo bando perché anziché aiutarli questa politica rappresenta un freno ai loro progetti".
 
Su questi bandi c'era tanta attesa, come del resto testimoniano le tantissime domande.
"Quando erano stati presentati  - ricorda Battista Cualbu, presidente di Coldiretti Sardegna - si enfatizzò la nuova formula a sportello, che avrebbe semplificato e velocizzato le pratiche, che sarebbero state finanziate in brevissimo tempo (a 90 giorni dalla presentazione della domanda si sarebbe dovuto conoscerne l'esito, Ndr), dando l'ulteriore illusione di risorse sufficienti per tutti".
 
I fatti raccontano altro. Dopo un lungo prologo, fatto di rinvii a go go e ritardi inspiegabili si arriva finalmente a luglio 2016, quando l’assessorato agricoltura di Regione Sardegna approva il bando e annuncia che da metà settembre dello stesso anno e fino a metà gennaio 2017 si potranno presentare le domande.
 
"Ma il 13 settembre 2016 il bando viene sospeso e il 21 novembre revocato – ricorda il presidente di Coldiretti Cagliari, Efisio Perra - Il 5 dicembre viene approvato il nuovo bando che prevedeva la presentazione delle domande a gennaio 2017. Ma dai primi di gennaio la data di presentazione è spostata a fine gennaio ed il 25 dello stesso mese viene ancora sospeso. Per essere riaperto definitivamente con decreto del 27 febbraio fissando l'inizio della presentazione delle domande da metà marzo fino a metà aprile".
 
Da settembre 2016 a marzo 2017 ci sono diversi agricoltori che hanno nel frattempo compiuto 41 anni perdendo il prerequisito per poter usufruire del premio. Altri lo stanno perdendo in attesa che venga riaperto il bando: uno dei punti di forza del bando a sportello era che si sarebbe riaperto periodicamente. A dieci mesi dalla presentazione delle domande non è stato finanziato alcun insediamento. L'unica certezza è che potranno usufruire (quando non si sa) del premio solo un quarto dei 3200 che hanno presentato domanda.

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Fonte: Coldiretti Sardegna

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Tag: giovani burocrazia proteste bandi Psr

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