Ulivi del Salento, misure di emergenza contro il batterio killer

La Regione Puglia ha varato interventi urgenti per la prevenzione, il controllo e l’eradicazione. L'assessore alle Risorse agroalimentari, Fabrizio Nardoni: "Il ministero faccia la sua parte individuando le risorse aggiuntive”

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Le misure prevedono interventi diretti nella zona focolaio

La giunta regionale pugliese ha varato il 29 ottobre, su proposta dell’assessore alle Risorse agroalimentari, Fabrizio Nardoni, le misure di emergenza per la prevenzione, il controllo e l’eradicazione degli agenti responsabili del “Complesso del disseccamento rapido dell’olivo”, in particolare del patogeno da quarantena Xylella fastidiosa

Si tratta di un intervento che mira ad istituire un piano di azioni organiche per cui stiamo anche individuando le risorse – dice l’assessore Nardoni –, da oggi in poi metteremo in campo tutto il mondo della ricerca (il pool di esperti sarà composto da ispettori fitosanitari, agenti fitosanitari e personale tecnico opportunamente qualificato) affinché con all’assistenza tecnico amministrativa si possa intervenire scientificamente sul fattore di rischio per un comparto di primaria importanza per l’agricoltura pugliese e così contrastare il propagarsi dell’agente patogeno, non solo sulle piante di olivo, ma anche in altre piante ospiti in campi produttivi, in vivai, in campi sperimentali o in aree urbane”.

Gli strumenti messi a punto dalla delibera regionale sono la ricetta che l’Ufficio osservatorio fitosanitario regionale, con la collaborazione dell’Università degli Studi di Bari (Dipartimento di Scienze del suolo della pianta e degli alimenti), del Cnr Istituto di virologia vegetale di Bari, dell’Ufficio Provinciale dell’Agricoltura di Lecce e del Consorzio di Difesa delle Produzioni Intensive della Provincia di Lecce, ha messo a punto dopo le ispezioni effettuate nei giorni scorsi.

Il monitoraggio riguarderà la zona focolaio (dove è accertata ufficialmente la presenza del patogeno e si può ritenere tecnicamente impossibile la sua eradicazione), la zona di insediamento (area dove non è più possibile l’eradicazione per cui vanno applicate azioni per il confinamento), la zona tampone (fascia perimetrale limitrofa alla zona focolaio o di insediamento, nella quale non è stata ancora riscontrata la presenza del patogeno) e le zone di sicurezza (fascia perimetrale limitrofa alla zona tampone a ulteriore garanzia del contenimento del patogeno).

Le misure prevedono innanzitutto degli interventi diretti nella zona focolaio. Un'area infetta in cui l’azione dei tecnici e degli esperti sarà radicale prevedendo dall’estirpazione delle piante colpite dal fenomeno, alla bruciatura della vegetazione di piccole dimensioni, passando dagli interventi fitosanitari al divieto assoluto di movimentazione di qualsiasi materiale vegetale infetto al di fuori della zona focolaio. Misure ad hoc saranno assunte anche su tutte le altre aree di intervento. Per questa ragione la delibera dispone una serie di ispezioni sistematiche, la segnalazione dei casi sospetti e misure cautelative e controlli dell’attività vivaistica nelle zone in questione. “Ora – conclude l’assessore regionale - il ministero faccia la sua parte individuando le risorse aggiuntive che serviranno a sbarrare le porte al batterio”.

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