Rivoluzione verde nelle industrie di té e zucchero

I due progetti Unep - Gef interesseranno milioni di agricoltori dell’Africa Sud-orientale

Questo articolo è stato pubblicato oltre 11 anni fa

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Foto di Marja Flick-Buijs (www.sxc.hu/home)

Secondo il Programma Onu per l’ambiente (Unep), le tazze di té saranno sempre più verdi e forniranno elettricità nell’Africa Sud-orientale. Anche lo zucchero, dolcificante tradizionale del té, servirà a produrre elettricità nei villaggi rurali. Sono questi i due progetti finanziati dal Global Environment Facility (Gef), basati sul successo ottenuto in precedenza dalla cogenerazione nell’isola di Mauritius dove il 40% dei bisogni di elettricità del paese sono stati soddisfatti dai rifiuti prodotti dall’industria saccarifera.
Le due iniziative vedono l’Unep in qualità di organizzatore, la Banca africana per lo sviluppo come corealizzatrice insieme al Gef. Il progetto avrà un valore totale di circa 100 milioni di dollari e coinvolgerà direttamente la East African Tea Trade Association e l’Energy, Environment and Development Network for Africa. "Il the è buono per la salute, – ha affermato Achim Steiner, direttore esecutivo dell’Unep - adesso diventa migliore per l’ambiente . La decisione presa da alcuni Paesi dell’Africa orientale di istituire la convenzione sul potere di acquisto, dei contratti che permettono ai produttori di elettricità rinnovabile di rivendere i loro surplus di elettricità, ha aperto nuove opportunità per la produzione di una energia rinnovabile meno inquinante".

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